CITTA’ DI CASTELLO
Una casa che regala un sorriso e un futuro a tanti bambini africani. È la “casa di Lamberto”, nata a Kisibere, in Ruanda, grazie a una catena di solidarietà partita da Città di Castello e cresciuta nel tempo attraverso gesti semplici ma profondi: amicizia, memoria e buona cucina. Una storia di altruismo concreto che continua a unire due comunità lontane migliaia di chilometri ma vicine nel cuore di chi ha contribuito a realizzarla. Anche quest’anno ha centrato pienamente l’obiettivo la tradizionale cena benefica che da sei anni si svolge all’Accademia Hostaria, promossa da Donatella Pauselli e dal marito Livio Lucaccioni nel ricordo del figlio Lamberto, scomparso nel 2015. Un gesto spontaneo di amore e beneficenza che, anno dopo anno, ha raccolto sempre più adesioni. Tanto che la serata organizzata nel noto ristorante tifernate è andata rapidamente sold out, segno della grande partecipazione e della sensibilità di tante persone verso il progetto. “È prima di tutto un progetto d’amore che porta il nome di nostro figlio Lamberto – ha spiegato con emozione Donatella Pauselli al termine della serata – un progetto di vita che continua oltre ogni confine”. Accanto a lei il marito Livio e il titolare e chef dell’Accademia Hostaria, Giacomo Brunetti, da sempre in prima linea nelle iniziative solidali.
Il legame con Kisibere nasce nel 2019, quando la famiglia Lucaccioni entra in contatto con la missione presente nel piccolo villaggio ruandese. Da allora sono stati organizzati eventi e iniziative con l’obiettivo preciso di offrire ai bambini e alle loro famiglie una vita meno difficile. Il ricavato delle cene viene interamente devoluto alla missione di Kisibere e destinato a diversi progetti: dal sostegno al percorso scolastico dei bambini all’acquisto delle tessere sanitarie per garantire le cure mediche, fino al supporto del centro nutrizionale e alle attività della Caritas locale. “Siamo grati a tutte le persone che hanno compreso il senso di questo progetto – hanno sottolineato Donatella e Livio – e in particolare all’amico Giacomo Brunetti che ci accompagna con generosità in questo cammino”. Alla serata benefica hanno preso parte anche i sindaci di Città di Castello e Umbertide, Luca Secondi e Luca Carizia, insieme al parroco della cattedrale don Alberto Gildoni e a suor Assunta. Tutti hanno voluto testimoniare la loro vicinanza a un’iniziativa che unisce memoria e solidarietà.
“È stata una bella serata di amore e ricordo”, hanno commentato i presenti. Quella casa in Africa che porta il nome di Lamberto continua a rappresentare molto più di un semplice edificio ed è a pieno titolo il simbolo di un legame che attraversa i continenti e dimostra come la generosità possa trasformare il dolore in speranza.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy