ORVIETO
Far sapere come vengono utilizzati i soldi destinati all’8xMille è un atto di trasparenza a cui la Diocesi di Orvieto-Todi non si sottrae. Anche quest’anno è stato presentato il rendiconto annuale relativo al 2025, uno strumento di “compartecipazione e corresponsabilità” che rappresenta la forma più importante di sostegno per migliaia di attività pastorali e sociali.
A fronte di questo, negli ultimi 6 anni, si è registrata però un’emorragia di firme per cui il gettito si è assottigliato. A livello nazionale, la percentuale di chi sceglie di destinare l’8xMille alla Chiesa cattolica è sceso dal 72% circa del 2019 all’attuale 65% circa, in favore delle firme per lo Stato italiano.
Nel cuore della Chiesa restano, comunque, anziani e deboli. A loro sono riservati progetti e opere in una rete che aiuta e dà speranza. Grazie ai fondi 8xMille, nel corso dell’ultimo anno è stato possibile sostenere numerose iniziative a favore dei più fragili, offrendo aiuto a chi fatica ad arrivare alla fine del mese e promuovendo accoglienza e inclusione sociale.
Tangibile il supporto alla Casa vincenziana Don Benedetto Baccarelli di Baschi, presieduta da don Luca Conticelli e protagonista negli ultimi anni di un importante progetto di riqualificazione per migliorare ulteriormente le condizioni degli ospiti, preservarne l’autonomia e contrastare l’isolamento sociale che spesso colpisce la popolazione anziana.
La Casa è diventata sempre di più un punto di riferimento per la comunità. Importanti anche l’impegno verso i detenuti del carcere di via Roma, per una speranza di riscatto e rinascita, e l’opera quotidiana del Centro Caritas di Ponte del Sole, che offre assistenza e ascolto a chi ha bisogno, inclusi i portatori di disabilità.
Per Luigi Carandente, economo diocesano, si tratta di “molteplici modi per rispondere alle sfide che la realtà sociale pone ogni giorno”. I fondi 8xMille contribuiscono anche alla tutela del patrimonio storico e spirituale diocesano.
In tal senso la chiesa di Santa Maria in Pantano, a Massa Martana, è interessata da un importante recupero e consolidamento strutturale dell’abside e il rifacimento della copertura. Lavori preceduti da una delicata messa in sicurezza delle superfici pittoriche.
Azioni solidali che hanno un volume economico con voci di spesa che ammontano per opere di carità al 21% (448.770 euro), per il culto pastorale al 22% (471.635 euro), per il sostentamento del clero al 38% (815 mila euro) e per l’edilizia ed i beni culturali al 19% (407.345 euro).
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