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IL CASO

Maghe e cartomanti, un business da 6 miliardi. Come funziona il sistema che truffa milioni di italiani: da Wanna Marchi al caso di Perugia

12 Marzo 2026, 16:00

Maghe e cartomanti, un business da 6 miliardi. Come funziona il sistema che truffa milioni di italiani: da Wanna Marchi al caso di Perugia

Cartomanzia in Italia: un mercato da 6 miliardi in nero. Dietro le carte, spesso, si nasconde una truffa

Dodici milioni di italiani si affidano ogni anno a maghi e veggenti. Dietro le candele e i tarocchi si nasconde un mercato criminale da miliardi, quasi tutto in nero. Il caso di Perugia, la storia di Wanna Marchi e i consigli degli esperti per difendersi.

Psicologia della truffa: perché ci caschiamo

L’Italia è un paese di santi, poeti, navigatori e, negli ultimi tempi, cartomanti. Milioni di italiani si affidano ogni anno a maghi, veggenti e sensitivi per orientarsi nel futuro. Lo fanno per amore, per paura della malattia, per disperazione lavorativa. Lo fanno, soprattutto, quando non sanno più a chi rivolgersi. E qualcuno, dall'altra parte, lo sa benissimo, sfruttando un meccanismo noto in psicologia. Nel 1948, lo psicologo americano Bertram Forer fece un esperimento (The fallacy of personal validation: a classroom demonstration of gullibility), sottoponendo i suoi studenti a un test della personalità. A ciascuno venne consegnato un profilo "personalizzato". In realtà, il profilo era identico per tutti, eppure quasi nessuno se ne accorse: il punteggio medio di accuratezza percepita fu di 4,26 su 5. Era nato l'effetto Forer, oggi noto anche come effetto Barnum: la tendenza della mente umana a riconoscersi in descrizioni generiche, credendole cucite su misura. È esattamente il meccanismo su cui si regge l'intera industria della cartomanzia che facendo leva sulla vulnerabilità psicologica, cuce sulle sue vittime un abito su misura in cui si ha la percezione che qualcuno o qualcosa sappia davvero tutto di loro e che possa aiutarle ad uscire da una situazione dolorosa. Gli psicologi parlano di dipendenza affettiva da cartomante, un meccanismo che funziona esattamente come una dipendenza da sostanze che porta chi ne soffre a perdere progressivamente la propria autonomia e libertà, fino a fare della figura esterna l'unico punto di riferimento della propria esistenza. “Ero come un drogato in astinenza. La cartomante era la mia droga, il mio calmante. Se non mi piaceva, ne cercavo subito un'altra. Valutavo le situazioni non con i miei occhi, ma con quelli del cartomante”, così racconta una ex vittima di raggiro (www.medicitalia.it/consulti/psicologia/176404-ero-dipendente-dai-cartomanti.html).

Il fatturato dell'occulto

La stima del mercato dell'occulto in Italia si aggira intorno ai sei miliardi di euro l’anno: è una cifra che fa impressione, ancora di più se si considera che viaggia quasi interamente in nero, con un tasso di evasione fiscale che sfiora il 98%. La spesa media individuale si attesta intorno ai 500 euro annui, con cifre che spesso lievitano fino a diventare la rovina economica di intere famiglie. Secondo il Rapporto 2025 dell'Osservatorio antiplagio, che incrocia il numero di veggenti attivi, la spesa per consulti e le ricerche online, la regione più superstiziosa d’Italia, è la Campania, con un punteggio di 81,9 su 100. Tra le città, Napoli guida la classifica per numero di truffe stimate: oltre 50.000 casi l'anno. Subito dietro, a sorpresa, c'è Milano, con 42.000 casi: un dato che smonta definitivamente il luogo comune della superstizione come vizio esclusivamente meridionale. Si tratta per il 68% di donne, spesso in difficoltà sentimentale o familiare. I più esposti sono gli anziani, ma il trend sta crescendo anche tra i giovani. Il copione è sempre lo stesso: prima la fiducia, poi la paura, infine i soldi.

Da Wanna Marchi a Perugia

In Umbria, il caso più eclatante degli ultimi anni è quello di Perugia: un'organizzazione con base a Ponte San Giovanni, smantellata nel luglio 2025 con un sequestro da oltre 5 milioni di euro. Nelle perquisizioni i carabinieri avevano trovato telefoni cellulari, carte prepagate, agende con i nomi dei clienti e le somme incassate. Nell'abitazione di uno degli indagati: tre auto, due orologi di lusso e una valigia con dentro circa 100mila euro in contanti. Con l'avviso di chiusura indagini notificato l'11 marzo 2026, il numero degli indagati è salito da 4 a 12. Ma tornando indietro di alcuni anni, la memoria riporta subito al caso di Wanna Marchi, regina delle televendite, che con sua figlia Stefania Nobile e il mago brasiliano Mário Pacheco do Nascimento, aveva trasformato la televisione in una macchina da soldi senza scrupoli: amuleti contro il malocchio, numeri fortunati del Lotto, rituali del sale. La Guardia di Finanza stimò il giro d'affari complessivo in 63 miliardi di lire. Nel gennaio 2002 arrivarono gli arresti e nel 2009 la Cassazione confermò le condanne definitive: 9 anni e 6 mesi per la Marchi, 9 anni e 4 mesi per la figlia. Do Nascimento fuggì in Brasile prima dell'arresto, fu condannato in contumacia a quattro anni, ma non ha mai scontato un giorno di carcere: l'indulto del 2006 ridusse la pena a un anno, e dal Brasile non c'è obbligo di estradizione. È ricomparso pubblicamente solo nel 2022, da intervistato nella docuserie Netflix Wanda, come se nulla fosse.

Come difendersi: i consigli degli esperti

Alcune soluzioni vengono dalle istituzioni. La Polizia di Stato pubblica aggiornamenti costanti sulle tecniche di raggiro attraverso il portale del Commissariato online (www.commissariatodips.it), dove è possibile segnalare truffe e ricevere consigli pratici. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato un vademecum anti-truffa in collaborazione con le associazioni dei consumatori, scaricabile sul sito ufficiale (www.mimit.gov.it). Ma il consiglio più importante lo danno gli psicologi: se ti ritrovi a non riuscire a prendere decisioni senza prima consultare un cartomante, se hai versato somme crescenti per "rituali" e "protezioni", se hai paura di smettere per timore di conseguenze, allora stai soffrendo e non stai esercitando una libera scelta. In questi casi bisogna parlarne con qualcuno (familiare, amici, forze dell’ordine) e uscire dall’isolamento.

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