MEDIO ORIENTE
Conflitto in Medio Oriente (foto LaPresse)
"Un missile ha colpito la nostra base di Erbil, non so ancora con che esito. Non ci sono vittime nel personale italiano". E' il messaggio che il ministro della Difesa Guido Crosetto ha inviato a Angelo Bonelli. Il leader di Avs, ospite di Realpolitik su Rete4, lo ha letto in tv. Contattato dall'Adnkronos, il ministro conferma di aver parlato "personalmente" con il colonnello Stefano Pizzotti, comandante della base. "Stanno tutti bene", assicura Crosetto. Anche il capo di stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, si è messo in contatto con la base.
Ma perché c'è una base italiana a Erbil, in Iraq? Si chiama Camp Singara, come l'omonima fortezza legionaria dei tempi di Settimio Severo, ed ospita circa 300 militari italiani. Sono lì da 14 anni ormai. Si trova in un fazzoletto di terra irachena tra Siria, Turchia e Iran - nel mezzo del conflitto mediorientale - nata nell'ambito dell'operazione internazionale contro l'Isis e che ha portato, negli anni, all'addestramento di migliaia di militari curdi su richiesta dello stesso governo della regione autonoma. I corsi formano tiratori scelti, soldati capaci di gestire sommosse e combattimenti in città e in montagna. Solo nell'ultimo anno - lo racconta l'Ansa - sono stati addestrati 1.200 militari.
Ma cosa è successo a Erbil? Si tratta di una nottata molto dura con diversi attacchi, l'inviato di Realpolitik - Fausto Biloslavo - ha raccontato l'esplosione e di aver visto una colonna di fumo proprio nella zona che ospita la base italiana, nell'aeroporto della cittadina - sito patrimonio Unesco - nella regione autonoma del Kurdistan.
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