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Appello per la bonifica del Sin di Papigno dopo un’attesa di 20 anni

Cittadini ed associazioni giocano a calcio vicino al campo abbandonato simbolo dei ritardi nella riconversione ambientale del sito

12 Marzo 2026, 14:54

Appello per la bonifica del Sin di Papigno dopo un’attesa di 20 anni

Ecogiustizia subito per il sito d’interesse nazionale di Terni-Papigno, la cui bonifica, dopo oltre 20 anni, procede a rilento ed a macchia di leopardo con appena l’1% dei 625 ettari di terreno bonificati. È urgente velocizzare tempi e incrementare le risorse per tutelare la salute della cittadinanza ancora esposta a contaminazioni di suolo, aria e falde da amianto, Pcb, polveri e metalli. Solo una bonifica completa e definitiva potrà permettere al territorio di riconvertire la propria eredità industriale, coniugando competitività, innovazione e tutela ambientale”.

È questo l’appello accorato lanciato ieri da Acli, Agesci, Arci, Azione Cattolica, Legambiente e Libera nell'ambito della quarta tappa della seconda edizione della campagna nazionale “Ecogiustizia Subito - In nome del popolo inquinato”. Le associazioni hanno coinvolto la cittadinanza in un flash mob ieri mattina, nei pressi del campo da calcio di Papigno: vestiti da calciatori hanno simulato una partita di calcio per “denunciare le lungaggini della bonifica del Sin che ancora rendono inaccessibile il polo ricreativo-sportivo - situato nel perimetro del sito - punto di riferimento nella Valnerina”.

Nel pomeriggio un secondo flash mob in piazza della Repubblica ed un’assemblea pubblica con la firma del “Patto di Comunità” a palazzo Spada, contenente le richieste delle associazioni per la messa in sicurezza e la transizione ecologica del territorio. Le associazioni hanno chiesto, tra l’altro, tutte le azioni per pianificare e attuare la bonifica del Sin Terni-Papigno, mantenendo attivo un tavolo di partecipazione tra istituzioni e cittadinanza. E poi hanno proposto di “monitorare l'attuazione degli impegni istituzionali, verificando il rispetto dei tempi per le attività di bonifica, il corretto ed efficace utilizzo delle risorse, la conformità con le procedure di appalto e l’avanzamento dei piani di bonifica e riqualificazione delle aree del Sin”. Infine hanno chiesto di promuovere la riconversione industriale del Sin nell’ottica della transizione ecologica verso produzioni pulite, sicure, innovative, stimolando nel contempo la partecipazione attiva di cittadini e cittadine, associazioni ed imprese.

Per quanto riguarda poi gli aspetti sanitari è stato ricordato che, secondo il sesto e ultimo studio Sentieri, “la mortalità generale e per i principali gruppi di cause per le persone residenti nel Sin è in eccesso per tutti i tumori maligni, per il tumore del polmone, della vescica, della mammella, per il gruppo di malattie glomerularie tubulo-intestinali e per insufficienze renali. E per le donne, un eccesso anche per malattie circolatorie e dell’apparato digerente ed urinario”.

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