Valtopina
Si è accasciato durante la messa di domenica, colto da un malore improvviso, e dopo quarantacinque minuti di vani tentativi di rianimazione è morto. Se ne è andato così, tra gli occhi attoniti dei suoi concittadini, un boscaiolo di 63 anni, padre di due figli, amato e benvoluto da tutti. Ha perso i sensi tra i banchi della chiesa di san Pietro Apostolo a Valtopina mentre il sacerdote officiante stava appena compiendo dall’altare il saluto liturgico. Immediatamente, nel piccolo e solidale borgo ai piedi del Subasio, mille abitanti che si conoscono più o meno tutti per nome, è scattata la catena dei soccorsi. Ma né il defibrillatore, collocato nelle adiacenze della limitrofa farmacia, né l’arrivo sul posto di due ambulanze, una proveniente da Nocera Umbra e una da Foligno, sono bastati per scongiurare la tragedia.
L’uomo è deceduto di lì a poco, lasciando smarriti e profondamente addolorati per l’accaduto tutti i fedeli presenti.
Alla funzione religiosa, subito interrotta, c’era anche un gruppo scout, bambini d’età compresa tra gli otto e gli undici anni, che, dopo aver pregato insieme, sono stati portati fuori dall’edificio di culto dai loro capi e da alcuni giovani dell’oratorio pomeridiano che si occupano della catechesi. Dalla prima ricostruzione dei fatti sembrerebbe che l’uomo, sul corpo del quale non è stato comunque disposto alcun esame autoptico, non soffrisse di particolari patologie, tali da far temere un arresto cardiaco.
A tributare l’ultimo saluto al sessantreenne, in una chiesa gremita e commossa, c’era, martedì mattina, tutta la piccola comunità di Valtopina che ha partecipato con sincero cordoglio al funerale, tenutosi nella chiesetta rurale di Santa Cristina, a una manciata di chilometri dal centro abitato. Unanime il coro di apprezzamenti nei confronti dell’uomo, descritto come un grande lavoratore, onesto e sempre disponibile con tutti. Lo ricorda con l’affetto di un amico il parroco don Simone Marchi: “Era una persona di fede, generosa e altruista in modo discreto e silenzioso”.
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