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La mare gialla in piazza e i trattori incolonnati in viale Indipendenza (foto Belfiore)
“Questa non è l'Umbria che vogliamo”. È il coro, all'arrivo in piazza Italia, della marea gialla chiamata a raccolta da Coldiretti Umbria sotto un unico grido: “Difendere il reddito delle imprese e degli agricoltori”. Oltre 2 mila imprenditori agricoli, provenienti da ogni angolo della regione, hanno partecipato ieri al corteo, al seguito di una ventina di trattori partiti alle 10 da piazza Partigiani. I mezzi agricoli hanno formato un lungo biscione che - a passo d'uomo - ha attraversato prima Largo Cacciatori delle Alpi, poi viale Indipendenza, impiegando un'ora e mezza per arrivare nel cuore del centro storico.

In coda al corteo, il pick-up presidiato dai dirigenti di Coldiretti Umbria a guidare la folla, lanciando cori lungo tutto il tragitto. “Difendiamo il reddito degli agricoltori”. “Più trasparenza in etichetta”. “Più prodotti umbri nelle mense pubbliche”. Solo alcuni degli slogan scritti nei centinaia di cartelli branditi dai manifestanti e appesi sui trattori. Il primo mezzo è entrato in piazza Italia alle 11.15, e così via tutti gli altri a suon di clacson. Alle 11.30 il corteo dei 2mila, capitanati da Albano Agabiti, presidente di Coldiretti Umbria e Mario Rossi, direttore di Coldiretti Umbria. Tutti armati di bandiere e fischietti, hanno preso posizione colorando di giallo la piazza, vestita a festa per l'occasione: palloncini, stand targati Campagna Amica e il palco al centro, rivolto verso palazzo Cesaroni.
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A prendere la parola il presidente Agabiti: "Siamo qui per difendere il reddito degli agricoltori umbri, un reddito bistrattato. Da un lato c'è l'aumento sfrenato dei costi di produzione, accelerato in questi ultimi giorni, ma partito dal 2020, dall'altro i prodotti agricoli che mettiamo sul mercato, i quali hanno un prezzo sempre inferiore. Serve l'intervento della Regione per una semplificazione della burocrazia, una valorizzazione diversa del Made in Umbria, un piano di gestione dei laghetti collinari per contrastare i cambiamenti climatici e poter fare irrigazione di soccorso e quindi tutelare le nostre produzioni, una semplificazione per l'ingresso della manodopera e ancora semplificazione nel rilasciare i contributi pubblici. Una serie di misure e richieste che contraddistinguono un piano suddiviso in 7 punti presentato alla Regione, da cui Agabiti si aspetta "risposte immediate che, a onor del vero, attendiamo da 10 anni".
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Il direttore Rossi ha aggiunto: "La partecipazione straordinaria alla mobilitazione di oggi dimostra quanto sia forte la preoccupazione del mondo agricolo, ma anche quanto sia forte la volontà delle imprese di continuare a investire e a produrre valore sul territorio. L’agricoltura umbra non chiede assistenzialismo ma politiche pubbliche efficaci e coerenti. Occorre accelerare, sulla semplificazione, sui pagamenti e sui bandi, sostenere davvero le filiere strategiche, rafforzare gli strumenti di gestione del rischio e difendere il suolo agricolo dalla speculazione. Le aziende agricole rappresentano un pilastro dell’economia regionale e un presidio fondamentale per il paesaggio, la sicurezza alimentare e la tutela ambientale: per questo le risposte devono essere all’altezza della sfida. Potremo essere soddisfatti solo al momento di una completa attuazione di quelle priorità che stanno a cuore alle imprese agricole".
Tra i temi centrali, vi è innanzitutto la semplificazione burocratica, con la richiesta di ridurre drasticamente i tempi delle procedure amministrative, eliminare controlli duplicati e rendere operativo il registro unico dei controlli. Le imprese agricole non possono più permettersi mesi o anni di attesa per graduatorie e pagamenti, a partire dalle misure legate allo sviluppo rurale. In quest'ambito prioritaria la questione gasolio agricolo: serve rivedere il sistema di assegnazione in un'ottica di sussidiarietà, per tempi certi e rapidi.

Forte anche la richiesta di sostegni straordinari per le filiere in crisi, che coinvolgono alcune delle produzioni simbolo dell'agroalimentare umbro, dai cereali all'olio, dal latte alla carne, fino al vino, messe sotto pressione da dinamiche di mercato, concorrenza internazionale e aumento dei costi energetici e di gestione. Coldiretti Umbria propone l'istituzione di un fondo regionale integrativo per sostenere direttamente le imprese. Parimenti servono misure ad hoc per l'accesso al credito, con garanzie per le imprese.
Al centro delle richieste - spiega Coldiretti - anche il tema della gestione del rischio climatico, con la necessità di rafforzare il sistema assicurativo agricolo attraverso un fondo regionale che renda più accessibili le coperture e strumenti di difesa attiva come reti antigrandine e sistemi di irrigazione di soccorso.
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Grande preoccupazione è stata espressa anche per l'emergenza fauna selvatica, con la proliferazione dei cinghiali ormai fuori controllo in molte aree della regione. Campi distrutti, allevamenti danneggiati e rischi crescenti per la sicurezza pubblica rendono necessaria - secondo Coldiretti - una gestione più efficace e uniforme del territorio, con risarcimenti rapidi per le imprese e una riforma del sistema degli ambiti territoriali di caccia. Parallelamente va portata a compimento la tanto auspicata filiera controllata delle carni, trasformando un problema crescente in una possibile risorsa economica.
Altro nodo cruciale è rappresentato dalla disponibilità di acqua, sempre più determinante per la competitività delle imprese agricole. Coldiretti Umbria chiede un piano regionale straordinario per la realizzazione e la riattivazione di invasi collinari, il potenziamento delle reti irrigue, un costo omogeneo dell'acqua e una maggiore valorizzazione del fondamentale ruolo dei Consorzi di Bonifica, con una loro copertura per l'intera regione.

Nel documento, ampio spazio anche alla difesa e valorizzazione del Made in Umbria agroalimentare, attraverso una maggiore trasparenza sull'origine degli alimenti, il sostegno alla cancellazione dell'attuale regola dell'ultima trasformazione dal codice doganale, più prodotti locali nelle mense pubbliche, politiche di promozione del turismo rurale e delle attività multifunzionali come agriturismo, enoturismo, oleoturismo e fattorie didattiche, difesa dell'agricoltura eroica e delle aree interne e del ruolo economico e ambientale delle imprese, anche a fronte del declassamento dei Comuni montani.
Coldiretti Umbria ha inoltre ribadito la necessità di tutelare il suolo agricolo dalla speculazione energetica, evitando l'installazione indiscriminata di impianti fotovoltaici a terra su terreni produttivi e favorendo invece soluzioni compatibili con l'attività agricola, come l'agrivoltaico sospeso o l'utilizzo delle coperture dei fabbricati. Per quanto concerne le ZVN, richiesta uniformità e oggettività nei criteri di individuazione, una diversa applicazione e un alleggerimento dei vincoli esistenti.

Non meno rilevante l'allarme legato alla carenza di manodopera, che in molte aziende mette a rischio operazioni fondamentali come raccolta, potature e allevamento. Tra le proposte avanzate da Coldiretti l'attivazione di fondi regionali per recuperare e ristrutturare fabbricati rurali da destinare ad alloggi per i lavoratori agricoli e la possibilità di realizzare opere per consentire l'alloggio temporaneo dei lavoratori agricoli stagionali.
La governatrice ha ringraziato gli agricoltori di essere scesi in piazza: "Queste bandiere non mi hanno mai lasciato sola, in tempi in cui nemmeno immaginavo di fare la consigliera comunale e lottavo per l'ambiente. Posso dirvi che il nostro assessorato si sta occupando di agricoltura come la Regione non si occupava ormai da 20 anni. Se Coldiretti scende in piazza e inizia una mobilitazione, probabilmente un giorno anche l'Europa ascolterà".

“Stiamo lavorando per ridare forza al settore, investendo su giovani agronomi e ricercatori che vogliono contribuire al cambiamento. Stiamo semplificando le normative e riducendo i tempi burocratici, perché sappiamo quanto sia importante agire rapidamente per sostenere chi lavora la terra. E stiamo portando avanti battaglie importanti, come quella contro il fotovoltaico sui terreni agricoli, per preservare la nostra terra coltivabile. Vogliamo anche garantire che i prodotti di qualità dell'Umbria arrivino nelle mense scolastiche e ospedaliere, superando le logiche del massimo ribasso che penalizzano la qualità. L'agricoltura non deve essere solo sopravvivenza, ma vita, e dobbiamo creare un sistema che valorizzi il lavoro e i prodotti dei nostri agricoltori”. “Siamo qui – ha concluso la presidente Stefania Proietti - per costruire un futuro migliore, insieme, con passione e determinazione. Grazie per essere al nostro fianco in questa sfida”.
“Siamo qui, in mezzo e al fianco degli agricoltori, perché consideriamo il confronto una priorità sempre, anche quando ci sono delle critiche. Vengo da una famiglia contadina e so bene che cosa significhi la terra: l’agricoltura è un bene primario e senza agricoltura l’Umbria perde identità - ha spiegato Meloni -. Il confronto con le associazioni agricole umbre è costante. Ma dobbiamo dirci la verità: i nodi della semplificazione sono aperti dal 2014, significa che dobbiamo recuperare 12 anni di immobilismo”. Sulla semplificazione, spiega Meloni, si sta lavorando concretamente: “Abbiamo triplicato le risorse per formazione e consulenza, andando oltre quanto fanno molte altre Regioni, perché sburocratizzare significa anche accompagnare le imprese con competenze e strumenti. Sul bando Giovani siamo intervenuti semplificando le procedure: nel 2025 la domanda è stata resa più snella, abbiamo poi aumentato il premio da 50 mila a 70 mila euro e soprattutto chiuso una graduatoria ferma dal 2017. Il bando sarà riproposto anche nel 2026”. Meloni spiega anche che lo scorso anno “ci sono stati ritardi su alcune filiere anche perché nel 2025 ci siamo concentrati sulla chiusura del programma di sviluppo rurale (Psr). Ma stiamo recuperando: abbiamo rafforzato la struttura con due gruppi di lavoro tecnici e nuove professionalità, per accelerare pagamenti e chiudere i bandi ancora aperti”.

Su alcuni punti, come quello riguardante l’Imprenditore agricolo professionale, è necessario modificare leggi e regolamenti, ha ricordato l’assessore. “Questo richiede tempo, ma entro inizio giugno contiamo di chiudere anche questo passaggio. Stiamo inoltre lavorando sulle procedure relative alle superfici vitate e sulla digitalizzazione. Nel Complemento di sviluppo rurale quest’anno mettiamo a disposizione 122 milioni di euro. A breve partirà il bando investimenti da 28 milioni; entro maggio il nuovo bando Giovani; poi filiere e promozione per 18 milioni, oltre a 11 milioni per consulenza e formazione. Risorse concrete per innovazione e competitività”. “Abbiamo inoltre approvato in Giunta l'adesione al percorso per l'attribuzione dell'origine doganale dei prodotti agricoli e agroalimentari. Siamo tra le prime Regioni in Italia a farlo. È un passo importante per difendere il Made in Umbria, insieme al lavoro con Anci per portare più prodotti umbri nei ristoranti, negli alberghi e nelle strutture ricettive - evidenzia ancora Meloni - Sulla fauna selvatica abbiamo destinato 400 mila euro nel 2025 e 800 mila nel 2026 ai risarcimenti per i danni a persone, auto e cose. Ma il principio è netto: l'agricoltura deve essere preminente rispetto alla caccia. Per questo stiamo lavorando alla riforma degli Ambiti territoriali di caccia, a un nuovo piano faunistico-venatorio e a misure per aumentare l'abbattimento dei cinghiali e ridurre danni che oggi costano alla Regione circa 2 milioni di euro l'anno. Continueremo - conclude Meloni - a stare al fianco degli agricoltori con bandi, semplificazione, promozione e integrazione tra agricoltura e turismo. E continueremo a difendere i territori montani e collinari umbri, penalizzati dai nuovi criteri nazionali”.

Come ultimo passaggio, Proietti e Meloni hanno ricevuto il documento mobilitativo dalle mani della Presidente di Coldiretti Perugia e di Coldiretti Terni Anna Chiacchierini e Dominga Cotarella.

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