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San Gemini, concessioni delle acque minerali: tavolo regionale per tutelare lavoro e parco termale

Sindacati soddisfatti delle linee del bando di gara: “Bene le garanzie occupazionali e premialità per investimenti”

Antonella Lunetti

11 Marzo 2026, 15:58

San Gemini, concessioni delle acque minerali: tavolo regionale per tutelare lavoro e parco termale

Un tavolo istituzionale convocato per lunedì 16 marzo alle 13.30 al sesto piano di Palazzo Broletto a Perugia, per parlare delle nuove procedure per il rilascio delle concessioni di acqua minerale e del relativo abbinamento termale. Lo ha annunciato la Regione, a seguito dell’approvazione della Deliberazione della Giunta dello scorso 6 marzo, con l’obiettivo di aprire un confronto sui contenuti che - per l’acqua Sangemini - già in pochi giorni hanno creato non poche preoccupazioni. Il senso, per l’ente umbro, è “ribadire la centralità della tutela occupazionale e la inscindibilità delle concessioni, nella piena apertura all’uso termale e al rilancio del Parco delle Fonti dimostrata nella stessa delibera”. Ma è proprio qui il nodo del contendere, con una potenziale minaccia al futuro del progetto lanciato due anni fa sul recupero e rilancio del parco delle acque termali di San Gemini. All’incontro di lunedì intanto sono stati invitati la Provincia di Terni, i sindaci dei Comuni interessati dalle fonti, le associazioni di categoria e le parti sociali e verterà sulle indicazioni strategiche e gestionali relative all’imminente avviso pubblico per la riassegnazione di importanti asset idrici del territorio. Nello specifico, la procedura di evidenza pubblica riguarderà le concessioni denominate Sangemini Ampliamento, Sangemini II e Sangemini ampliamento bis che interessano le sorgenti Sangemini, Fabia, Fonte Aura e Grazia Sorgenti di Acquasparta.

Intanto, le organizzazioni sindacali Flai Cgil, Fai Cisl, Uila Uil e la Rsu della Sangemini Ami si sono espresse positivamente in merito all’approvazione delle linee guida da parte della Regione Umbria per la gara pubblica. “Si garantisce stabilità occupazionale ed eventuali premialità per chi abbia progetti che incrementino l’occupazione stessa. La nostra posizione in merito allo sviluppo industriale è stata sempre chiara: è necessario investire nel rilancio dei marchi storici Sangemini, Grazia, Fabia, Aura e Amerino e tornare a produrre per un mercato di alto livello, con il rilancio del canale horeca, con bottiglie di vetro e investendo in una linea nuova. Anche questo è un punto che oggi troviamo nella delibera”. “Un’eventuale scissione delle concessioni - aggiungono i sindacati - potrebbe aprire a scenari che noi non condividiamo, appunto, per la garanzia degli attuali posti di lavoro. Chiediamo maggiore rispetto per i lavoratori della Sangemini/Amerino. Chi ha seguito la vertenza dal 2013 a oggi, sa benissimo di cosa parliamo. Siamo disponibili come sempre a un confronto costruttivo e a cercare di costruire percorsi virtuosi per il territorio e l’occupazione, ma non a mettere a rischio posti di lavoro per diatribe politiche che non ci appartengono”.

E nel clima politico ad intervenire ieri sono stati anche i partiti del Patto Avanti: “È surreale l’ennesima polemica della destra sul tema delle acque minerali di San Gemini e delle concessioni. La Regione Umbria si sta finalmente occupando della vicenda con un obiettivo chiaro: tutelare l’occupazione. La priorità è assicurare stabilità e prospettive a uno stabilimento che dà lavoro a quasi cento famiglie, una realtà industriale storica legata al marchio Sangemini. Per questo la strada della concessione unica è quella più seria e responsabile. Significa tutelare l’integrità dell’asset produttivo, evitare operazioni di spacchettamento che metterebbero a rischio l’attività industriale portando alla chiusura del sito. Al contrario di quanto qualcuno tenta di far credere, nel bando - afferma il Patto Avanti - è previsto anche il criterio di premialità per chi investe nell’uso plurimo delle acque, compreso quello termale. Ma una cosa deve essere chiara: ogni sviluppo deve partire dalla salvaguardia dell’attuale realtà produttiva e dei posti di lavoro. Fa sorridere che proprio la destra, che in cinque anni di governo regionale non ha affrontato né risolto la questione delle concessioni, oggi provi a fare polemica. Il Patto Avanti sta invece mettendo ordine a una situazione lasciata ferma con una linea semplice e trasparente, difendere i lavoratori”.

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