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“Interventi strategici e non più rinviabili per garantire un sistema socio-sanitario equo, accessibile e rispondente ai bisogni reali del territorio orvietano”. Sono quelli contenuti nel documento consegnato ieri mattina alla presidente della Regione, Stefania Proietti, e al direttore generale dell’Usl Umbria 2, Roberto Noto, dai sindaci della Zona sociale n. 12 dell’Orvietano, confidando che il nuovo Piano socio-sanitario regionale possa accoglierli e tradurli in azioni concrete e finanziamenti strutturali. Negli ultimi quattro mesi, in particolare, le iniziative in materia di sanità sono state molteplici e hanno mobilitato forze politiche, sindacati, comitati, istituzioni e cittadini. Anche la terza commissione consiliare permanente si è più volte riunita, confrontandosi con gran parte degli attori che operano nel settore socio-sanitario. PrometeOrvieto e il Comitato orvietano per la salute pubblica hanno elaborato analisi e formulato proposte. Dopo il successo della raccolta firme contro la soppressione del Distretto sanitario, Cosp ha realizzato una nuova campagna a difesa del Santa Maria della Stella che ha raccolto 10.549 firme e che è stata accompagnata con una proposta discussa in decine di incontri sulla coincidenza del Distretto sanitario con l’area interna sud ovest Orvietano.
“Rimettere ordine – osserva PrometeOrvieto – non sarà semplice. Il Piano socio-sanitario regionale, unico strumento di riferimento programmatico, dovrebbe uscire entro un paio di mesi e sarà il documento in cui verrà indicata la strada da seguire. Finalmente, perché manca da 18 anni. Abbiamo contezza che terrà conto della forte evoluzione tecnologica e informatica che c’è stata in questo periodo. Il ruolo dell’ospedale di Orvieto ci è stato confermato come Dea di primo livello dai vertici sanitari. In questi giorni circolano, ad onor del vero, voci incontrollate su possibili declassamenti, ma al momento non ne vediamo segnali concreti”.
Il punto su criticità, necessità e prospettive della sanità sul territorio, alla luce della discussione e del confronto in vista del nuovo Piano socio-sanitario regionale, è stato tracciato anche in occasione dell’annunciato incontro promosso dalla Lega Spi Cgil intercomunale dell’Orvietano e dallo Spi Cgil provinciale di Terni. “Il rilancio del presidio ospedaliero – ha sottolineato Anna Maria Laudadio, segretaria dello Spi Cgil Orvietano – passa da nuovi investimenti, non solo strutturali, ma anche di risorse umane. La chirurgia multidisciplinare è un progetto che realmente può dare nuovo ossigeno all’attività chirurgica, aprendo a nuovi professionisti provenienti da altri territori, agendo in sinergia, perché non si può pensare di trovare soluzioni da soli. Serve però una visione condivisa, serve un investimento sulle risorse strumentali, ma ancor di più sulle risorse umane. Potenziare la sanità territoriale, con l’apertura delle case e degli ospedali di comunità è la via giusta, ma in quelle strutture devono esserci infermieri, medici, assistenti sociali, fisioterapisti, operatori sociosanitari e ostetriche, e sappiamo quanto sia difficile il reclutamento di professionisti sanitari. È stato fatto il possibile per attirare professionisti nei nostri territori? Le sfide sono molteplici: telemedicina, diagnostica domiciliare, implementazione delle cure palliative, apertura dell’hospice, presa in carico globale sociale e sanitaria, interazione tra i vari setting assistenziali e servizi, centro di salute mentale, neuropsichiatria infantile, riabilitazione territoriale, consultorio e salute della donna e del bambino. In quest’ottica nessun territorio va lasciato indietro, soprattutto un territorio come il nostro, al confine con Lazio e Toscana e lontano da centri gestionali e amministrativi come Foligno e Terni”.
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