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La presenza di cittadini stranieri nella fascia appenninica umbra continua a diminuire, mentre cresce la preoccupazione per il calo della popolazione complessiva. È quanto emerge dal XXII censimento degli immigrati, curato dallo Sportello immigrati del Circolo Acli Ora et Labora di Fossato di Vico e presentato nei giorni scorsi. Il rapporto fotografa la situazione al 31 dicembre 2024 negli otto comuni dell’area eugubino-gualdese: Costacciaro, Fossato di Vico, Gualdo Tadino, Gubbio, Nocera Umbra, Scheggia e Pascelupo, Sigillo e Valfabbrica. Nel territorio censito i residenti sono 60.669, di cui 4.572 stranieri, pari al 7,5% della popolazione totale. Un dato in lieve calo rispetto agli anni precedenti e inferiore alla media nazionale e regionale. Secondo i curatori della ricerca, la presenza straniera è tornata sostanzialmente ai livelli di circa vent’anni fa. Il picco si era registrato nel 2012, quando gli immigrati rappresentavano il 10,8% dei residenti. Da allora il dato è progressivamente sceso. Il fenomeno interessa tutti i comuni dell’area. Le percentuali più alte si registrano a Fossato di Vico (11,4%), seguito da Nocera Umbra (10,3%), Valfabbrica (9,2%) e Gualdo Tadino (8,9%). L’incidenza più bassa si trova invece a Scheggia e Pascelupo (4,2%).
Il censimento evidenzia però un altro dato significativo: il calo più marcato riguarda la popolazione italiana. Tra il 2016 e il 2024 la popolazione residente italiana è diminuita di 2.304 persone, con una media di circa 288 abitanti in meno ogni anno. Nello stesso periodo la popolazione straniera è scesa di 576 unità, pari a circa 72 persone l’anno.
In altre parole, in otto anni il territorio ha perso un numero di abitanti equivalente alla popolazione del comune di Sigillo.
Un fenomeno legato soprattutto alla denatalità: i nati tra i residenti locali sono circa 6,3 ogni mille abitanti, mentre i decessi arrivano a 13 ogni mille. Un elemento che emerge dalla ricerca riguarda la composizione della popolazione straniera. Oggi le donne rappresentano il 57% del totale, segno di un progressivo ricongiungimento familiare e di una maggiore stabilizzazione sul territorio. Molte lavoratrici sono impiegate nel settore dell’assistenza alla persona – come badanti e collaboratrici domestiche – ambito che negli ultimi anni ha registrato una domanda crescente.
La fascia di età più rappresentata resta quella lavorativa: tra i 19 e i 40 anni (31%) e tra i 41 e i 60 anni (35%). Per quanto riguarda le provenienze, la comunità più numerosa è quella rumena (15%), seguita dai marocchini (14,5%) e dagli albanesi (8%). Insieme rappresentano circa la metà degli stranieri presenti nell’area. Il censimento analizza anche la presenza degli studenti stranieri nelle scuole. Nell’anno scolastico 2023-2024 si registrano percentuali significative soprattutto a Fossato di Vico (22,4%) e Nocera Umbra (20%). A Gualdo Tadino gli alunni stranieri sono 240, pari al 14,7%, mentre a Gubbio sono 389 (8,6%). Nel complesso si osserva una diminuzione anche tra gli studenti stranieri, in linea con il calo delle famiglie immigrate nel territorio.
Il quadro complessivo che emerge dal censimento è quello di un territorio in trasformazione: i flussi migratori sono in diminuzione, ma il problema principale resta il progressivo spopolamento dell’area appenninica. Secondo gli autori della ricerca, se questa tendenza continuerà, nei prossimi anni il tema centrale non sarà più tanto la presenza degli immigrati quanto la riduzione della popolazione complessiva, con possibili conseguenze sul tessuto economico e sociale dei piccoli comuni. Dopo la lettura dei numeri è seguito l’incontro dal tema: “Accoglienza ed integrazione ancora possibile?” a cui hanno preso parte come relatori il docente universitario dell’Università di Perugia e de “La Sapienza” di Roma Paolo Montesperelli ed il delegato nazionale Acli per l’immigrazione e l’accoglienza Gianluca Mastrovito, ha moderato l’evento il consigliere delle Acli di Perugia professor Sante Pirrami. All’incontro hanno partecipato i sindaci dei Comune di Fossato di Vico e Sigillo oltre alla Vice Presidente Provinciale delle Acli di Perugia Marta Ginettelli.
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