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Applausi ed emozioni per la cerimonia di premiazione della prima edizione del festival nazionale “Amatori riuniti”. La serata conclusiva della kermesse dedicata alle rappresentazioni amatoriali, che ha visto alternarsi quattro tra le migliori compagnie italiane, si è svolta sabato sera al Teatro dei Riuniti. La giuria presieduta dal professor Piergiorgio Giacché ha conferito il premio Achille Roselletti per il miglior spettacolo a “Il teatro comico” di Goldoni portato in scena della compagnia “La Graticcia” di Verona. Il riconoscimento è stato consegnato nelle mani dei vincitori da Teo Roselletti, nipote dello storico e indimenticato direttore artistico dell’Accademia dei Riuniti. Il sodalizio scaligero ha portato a casa anche un’altra soddisfazione: la giuria ha voluto riservare una menzione speciale a Cesare Fiorini come miglior caratterista. A Claudia Casale della Compagnia Costellazione di Formia per lo spettacolo “La cattedrale” e ad Aldo Innocenti de “I giardini dell’arte” di Firenze per lo spettacolo “Uomini e topi” è andato il premio “Luciano Bettucci” come miglior attrice e miglior attore. A porgere la targa celebrativa alla coppia di vincitori è stato Emanuele Bettucci, figlio dell’interprete simbolo del teatro umbertidese.
Lo spettacolo “La cattedrale” proposto dalla compagnia laziale ha vinto anche il premio “Adriano Bottaccioli” per il miglior allestimento scenico. A salire sul palco per l’assegnazione del riconoscimento è stata Silvana Brunelli, moglie dell’autore che realizzò memorabili scenografie per il teatro umbertidese. Infine è stato assegnato il premio del pubblico deciso dagli spettatori presenti in sala. A trionfare è stato lo spettacolo “Uomini e topi” che ha totalizzato 9.22 punti. All’assessore comunale Lara Goracci è andato il compito di premiare la compagnia fiorentina. Messa in archivio la prima edizione già si pensa alla seconda.
Tra qualche settimana l’Accademia pubblicherà il bando per scegliere le compagini che parteciperanno al festival il prossimo anno. L’obiettivo, come è stato ricordato a più riprese, è quello di far diventare Umbertide “un punto di riferimento per il teatro amatoriale italiano”.
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