Attualità
Terni rimane la città con il clima peggiore d’Italia. È quanto emerge dall’indice del Sole 24 Ore, elaborato sui dati di 3b Meteo, che analizza il benessere climatico nei capoluoghi italiani. La classifica, basata su 15 parametri che influenzano la vita quotidiana, prende in esame il decennio 2015-2025. La città dell’acciaio resta inchiodata al fondo della graduatoria: come già nel 2025, occupa il 106esimo posto su 107 città monitorate.
Secondo l’indagine, Terni è la città più rovente del paese (107esimo posto per caldo estremo), con temperature superiori a 35 gradi registrate in media 47,5 giorni all’anno – rispetto ai 45,5 del 2025. Un dato che supera di 15 volte quello di Venezia (0,6), la città con minore caldo estremo. La situazione è critica anche per le ondate di calore, ovvero i periodi di almeno tre giorni consecutivi con temperature medie superiori ai 30 gradi. Terni registra la performance peggiore tra i capoluoghi, con una media di 30,2 episodi all’anno – in aumento rispetto alle 29,1 dell’indice precedente. Invariato l’indice di calore (105esimo posto su 107), in media sono circa 100,6 le giornate con temperatura percepita maggiore ai 30 gradi.
Terni rimane penultima – davanti a Rieti – per escursione termica, ovvero la differenza tra temperatura massima e minima percepita giornalmente. In questo parametro primeggiano, invece, le località di mare come Genova e Messina.
C’è però qualche nota positiva. Nell’umidità relativa – che indica i giorni in cui l’umidità supera il 70% o scende sotto il 30% – Terni si piazza all’undicesimo posto, con una media di 156,4 giorni all’anno, circa 17 in meno rispetto al 2025.
"I dati pubblicati dal Sole 24 Ore nell'ultimo Indice del Clima (2025-2026) - commentano Gianfranco Mascia, Francesca Arca e Riccardo Passagrilli di Europa Verde - non lasciano spazio a interpretazioni: Terni è scivolata al 106° posto su 107, risultando la peggiore città d'Italia per ondate di calore e caldo estremo. Questo primato negativo non è solo una fatalità geografica dovuta alla "conca", ma il risultato di una gestione del territorio che ignora sistematicamente l'emergenza climatica”. “Terni – spiegano - non è condannata dal meteo, ma da una politica che preferisce l'ordinanza emergenziale alla tutela dell'ecosistema. Essere "fanalino di coda" d'Italia è la prova del fallimento di una visione che mette il cemento e i tagli davanti alla salute e alla vivibilità dei ternani”.
Migliore la situazione per Perugia che, guadagnando una posizione rispetto al 2025, sale al 21esimo posto tra le città con migliore benessere climatico. Il capoluogo umbro viene penalizzato, tuttavia, per le raffiche di vento – in media 70,1 giornate all’anno con vento superiori ai 30 nodi (105esimo posto). Dato, tuttavia, migliore rispetto a quello dello scorso anno – dove la media era di 77,5 giorni. Il miglior punteggio per Perugia arriva per la brezza estiva, ovvero il vento che soffia tra luglio e settembre, che la colloca al quinto posto.
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