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Brignano scherza sul PalaTerni

L’evento Poco meno di 5 mila spettatori per l’apertura del tour nazionale dello spettacolo Bello di mamma

Antonio Mosca

09 Marzo 2026, 12:12

Brignano scherza sul PalaTerni

Sold out per Enrico Brignano che apre il suo tour nazionale al PalaTerni. E scherza più volte sul palazzetto che lo ospita e su chi l’ha progettato. “Buonasera a tutti - dice all’inizio - da questo teatro, anfiteatro, spazio, struttura ... boh, non so come definirlo. C’è cemento, cemento a iosa. Chissà quante giunte comunali ci sono rimaste sotto. Ma chi l’avrà mai progettato? Pare che quando se ne è accorto si sia suicidato.

Ovviamente lo dico per scherzare. Forse è lo stesso ingegnere che sta facendo il ponte sullo stretto di Messina, proprio con gli stessi materiali”. E poi torna alla carica: “Se lo vedi da lontano pensi che è proprio brutto, poi ti avvicini per vederlo meglio e allora dici: sì, è vero, è proprio così”. Parole, condite da ironia, ma che la dicono lunga sulla mancanza di un teatro vero e proprio in città. Poi altre battute sul “Viperetta” e l’affondo sul sindaco. “Siete tantissimi stasera, siete venuti qua volontariamente a parte quelli trascinati dalle moglie. Ma quanti comici avete in città oltre a Bandecchi?”.

Poco meno di 5 mila gli spettatori presenti sabato sera al PalaTerni con file interminabili lungo la strada per i botteghini ed uno spettacolo andato avanti per 3 ore di fila anche nella replica del pomeriggio di ieri. Un one man show trascinante, irriverente e travolgente con il pubblico che non ha mai smesso di ridere.

Un viaggio a ritroso tra i ricordi dell’infanzia a Dragona, i primi turbamenti adolescenziali, il rapporto con gli amici e la sua famiglia. Memorie e battute che sono arrivate soprattutto al pubblico over 50 anche se in platea c’erano molti giovani. E proprio ai ragazzi di oggi si è rivolto più volte il comico romano per metterne in evidenza i tic, la passione per la trap e la dipendenza dai social e dal cellulare. “Ai miei tempi, incredibile ma vero, il telefono serviva solo per telefonare ed a casa mia - ha aggiunto - mio padre ci aveva messo un lucchetto e c’era persino il duplex”. Brignano ha parlato anche delle differenze tra i bambini di ieri e di oggi.

“Quando ero piccolo - ha raccontato - io dovevo sempre aspettare: per fare il bagno sulla vasca il sabato mattina dopo mamma, papà e mio fratello, per tuffarmi in mare dopo il pranzo sotto l’ombrellone o per alzarmi da tavola dopo che tutti avevano di finito di mangiare il brodo di carne. La noia è stata mia amica e mi ha aiutato ad essere creativo. Oggi, invece, ai bambini non è più concessa. Devono essere sempre impegnati, stimolati, senza un attimo di tregua”.

Lo showman ha parlato dei comici prestati alla politica, ma anche del politically correct che taglia le unghie agli artisti rendendoli sempre meno graffianti. “Ormai - ha detto - non si può più dire niente. C’è sempre un’associazione pronta a farsi avanti con il proprio legale di turno per segnalare che hai offeso questa o quella categoria. Anche “Bello di mamma”, il titolo del mio spettacolo potrebbe dare fastidio a qualcuno”.

Dopo tante risate un finale con una vena malinconica nel ricordo dell’ultimo ed unico abbraccio ricevuto da mamma Anna “quando - ha raccontato - tornai a Roma dagli Stati Uniti. Appena sceso dall’aereo andai a cercarla davanti al nostro negozio di frutta e verdura. Ero vestito all’americana, jeans, capelli lunghi e Ray-Ban. Volevo vedere se dopo 6 mesi mi riconosceva conciato in quel modo. Lei era di quella generazione che diceva che i figli si dovevano baciare senza farsi vedere, solo quando erano a letto a dormire. E invece quella volta uscì dalla bottega, mi abbracciò, mi dette un carezza e mi disse: Bello di mamma”. Lo spettacolo si è concluso con una standing ovation. “Grazie Terni - ha concluso Enrico Brignano - a presto!”.

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