Attualità
La So.Crem., storico sodalizio che promuove la pratica della cremazione dei defunti, ha riconfermato alla presidenza Lando Loretoni. La rielezione è avvenuta nel corso dell’assemblea dei soci che ha nominato al ruolo di consiglieri Giuliano Macchia, Dario Tomellini, Rolando Ramaccini, Roberto Testa e Daniela Pucciatti (segretaria). E questa è notizia recente. La So.Crem. a Spoleto, infatti, oggi composta da 238 soci, sono ormai anni che porta avanti un progetto al quale non intende assolutamente rinunciare. Ed è quello di poter riattivare in città il servizio di cremazione dei defunti, che è poi complementare al recupero del patrimonio storico-artistico cimiteriale composto, in primis, dal Carro di epoca Napoleonica, unico al mondo, che per molti anni ha svolto tale funzione. E proprio per questo motivo, prima di concludere i lavori assembleari è stato costituito un gruppo di lavoro disponibile a supportare i tecnici e gli amministratori del Comune di Spoleto, con il quale la società ha in corso una serie di incontri, per portare avanti alcuni significativi progetti cimiteriali condivisi da So.Crem. e dall’ente.
Carro Napoleonico in primis, naturalmente. Tale reperto, oggi unico al mondo, è stato smontato grazie al finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto, ed è tuttora in attesa di un urgente e necessario restauro. Grazie al gruppo di lavoro composto da qualificati tecnici individuati dalla So.Crem., come spiegò il riconfermato presidente Loretoni lo scorso anno, è stata coinvolta la società Altair Funeral, massima realtà industriale nel settore in Europa, che a ottobre 2022 ha presentato all’amministrazione comunale un project financing pubblico-privato con il quale la stessa società ha proposto di contribuire alla realizzazione del progetto con un finanziamento di 2 milioni di euro. Una offerta che prevedeva la copertura finanziaria per la realizzazione dell’impianto crematorio, il recupero del complesso storico-architettonico e il restauro del Carro Napoleonico, donato da Luigi Pianciani nel 1904 all’associazione di cremazione che ne porta il nome e utilizzato fino al 1957 perché non più in grado di rispettare le nuove norme sulla sicurezza.
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