PERUGIA
“Stiamo vivendo giornate frenetiche: la priorità è riportare a casa le persone e mettere in sicurezza i viaggiatori”. Federico Tagliolini, presidente di Fiavet Umbria, descrive così il momento complesso che stanno affrontando le agenzie di viaggio, alle prese con le conseguenze della nuova escalation militare in Medio Oriente. A clienti bloccati all’estero, partenze cancellate e prenotazioni da riprogrammare si aggiunge il timore, per le famiglie, di spingersi a prenotazioni per il lungo periodo. Molte le telefonate che arrivano per ricevere rassicurazioni e chiarimenti anche per un viaggio organizzato per la Pasqua.
E così le ripercussioni della guerra si fanno sentire anche sulle agenzie di viaggio umbre. “Prima di tutto stiamo gestendo l’emergenza per proteggere i clienti che devono rientrare dalle aree colpite dal conflitto. Le agenzie mantengono un contatto costante con le compagnie aeree e con la Farnesina per assicurare il rientro di chi si trova in difficoltà”, spiega Tagliolini.
Al momento è difficile stabilire con precisione quanti umbri siano coinvolti. “E’ complicato fare una stima precisa. Si tratta comunque di diverse persone tra turisti, lavoratori e chi si trova all’estero per motivi familiari. Alcuni avevano prenotazioni in zone ormai irraggiungibili e stanno cercando di tornare in Italia”, sottolinea il presidente di Fiavet Umbria. Le prime valutazioni parlano comunque di centinaia di persone interessate.
Una delle principali difficoltà riguarda la drastica riduzione dei collegamenti aerei. “La scarsità di voli diretti è il problema maggiore. Le tratte verso Dubai, Abu Dhabi, Doha e Bahrain sono praticamente sospese, quindi trovare un imbarco è molto complicato e non c’era stata alcuna allerta preventiva da diffondere”, spiega Tagliolini. In questa fase, aggiunge, “cerchiamo di dare priorità alle persone con condizioni mediche particolari o con esigenze più delicate”.
Parallelamente bisogna gestire anche tutte le partenze previste nei prossimi giorni. “Le prenotazioni impossibili da realizzare vengono cancellate e il cliente ha diritto al rimborso totale. In alcuni casi proponiamo destinazioni alternative, sempre con il consenso dei clienti”, afferma Tagliolini. “E’ un lavoro complesso perché dobbiamo contemporaneamente assistere chi deve rientrare e rielaborare le prenotazioni già fatte, con un impatto evidente sul fatturato”.
Secondo i dati diffusi da Fiavet, dall’inizio del conflitto sono stati cancellati oltre 3 mila pacchetti turistici a livello nazionale, con una perdita stimata di circa 1,5 miliardi di euro. Le proiezioni per l’intero 2026 parlano di fino a 6 miliardi di euro di mancati ricavi per il turismo organizzato. “La perdita media stimata è di circa 50-60 mila euro di fatturato per agenzia nei primi giorni dell’emergenza”, precisa Tagliolini, aggiungendo che “per l’Umbria dati più precisi arriveranno solo a fine mese”. Anche il mercato sta già reagendo con cautela. “C’è un rallentamento significativo per tutte le destinazioni che prevedono scali nelle aree coinvolte. Anche chi voleva partire per le Maldive o per l’Asia oggi ci pensa due volte prima di prenotare”, osserva Tagliolini. A questo si aggiunge l’aumento dei prezzi dei voli, dovuto alla forte domanda e alla riduzione dei posti disponibili.
In una situazione così incerta, conclude Tagliolini, la parola d’ordine è trasparenza. “Cerchiamo di essere chiari e coerenti con la realtà. Invitiamo tutti i clienti che si trovano all’estero a registrarsi sul sito della Farnesina per ricevere assistenza. Comunichiamo in modo trasparente: rassicuriamo quando possibile e segnaliamo i rischi quando necessario”.
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