Città di Castello
Città di Castello riscopre la sua corte rinascimentale con un ciclo di incontri dedicato alla famiglia Vitelli. Da marzo a febbraio 2027 prenderà il via il ciclo di incontri La famiglia Vitelli: una signoria rinascimentale, promosso dall’associazione Palazzo Vitelli a Sant’Egidio con il patrocinio del Comune.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di riportare al centro dell’attenzione il ruolo che la famiglia Vitelli ebbe tra Quattrocento e Cinquecento, quando la città si affermò come una delle più significative corti rinascimentali dell’Umbria. Protagonisti della vita politica, militare e artistica del tempo, i Vitelli contribuirono in maniera determinante alla trasformazione urbanistica e culturale della città, lasciando un patrimonio architettonico che ancora oggi caratterizza il volto di Città di Castello.
Il progetto è curato dall’ingegner Marco Conti, consigliere dell’associazione, mentre la grafica è stata realizzata da Fabrizio Manis. Il programma prevede cinque incontri tematici, ospitati proprio all’interno dei palazzi legati alla famiglia Vitelli e affidati a docenti universitari e studiosi di storia e arte del Rinascimento.

Si inizia a marzo con Leonardo cartografo e la famiglia Vitelli, a cui seguiranno Un progetto di famiglia: Palazzo Vitelli a Sant’Egidio (maggio), Palazzo Vitelli a San Giacomo: scrigno di opere perdute e ritrovate (ottobre), Un luogo per lo svago: Palazzo Vitelli alla Cannoniera (novembre 2026) e, infine, La Contessa Angela Paola de’ Rossi di San Secondo Parmense (febbraio 2027).
Tra i relatori figurano Ivo Biagianti, Sara Borsi, Giovanni Cangi, Santino Gallorini, Francesca Mavilla, Fabio Nisi e Laura Teza.
“Valorizzare la storia della signoria rinascimentale significa rafforzare l’identità culturale della città e restituire centralità a un patrimonio che continua a parlare al presente”, sottolineano Fabio Nisi, presidente dell’associazione, e Alessandro Leveque, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello.

Proprio Palazzo Vitelli a Sant’Egidio ospiterà il futuro Centro di documentazione delle arti contemporanee, rafforzando il dialogo tra storia e creatività attuale. Un legame tra passato e presente ribadito anche dall’amministrazione comunale. “Rinascimento e contemporaneità rappresentano la migliore sintesi dell’identità culturale di Città di Castello” - spiegano il sindaco Luca Secondi e l’assessore alla Cultura Michela Botteghi - “Da una parte il polo contemporaneo legato ad Alberto Burri e ai suoi musei, dall’altra l’eredità dei Vitelli, che hanno lasciato alla città palazzi straordinari oggi sede di istituzioni culturali fondamentali come la pinacoteca comunale e la biblioteca Carducci”. Il ciclo di incontri non si limiterà alle conferenze: come evidenzia il curatore Marco Conti, saranno organizzate anche visite guidate e iniziative dedicate alle scuole superiori.
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