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UMBRIA

Sciopero generale del 9 marzo: l'Italia si ferma per i diritti delle donne. Tutti i servizi a rischio

Aderiscono diverse sigle (Slai Cobas, Usb, Usi, Flc Cgil e Filcams Cgil). Scuola, sanità, uffici in bilico, ma i servizi essenziali sono garantiti. Al centro la lotta contro precarietà e disuguaglianze di genere

Andrea Pescari

07 Marzo 2026, 11:00

Sciopero generale del 9 marzo: l'Italia si ferma per i diritti delle donne. Tutti i servizi a rischio

Lunedì 9 marzo l'Italia affronta il primo grande sciopero generale dell'anno. La protesta, indetta da diverse sigle (come Slai Cobas, Usb e Usi), incrocerà le braccia per 24 ore coinvolgendo scuola, sanità e uffici pubblici. In pratica, per tutta la giornata di lunedì sono a rischio i servizi pubblici e privati (come raccolta rifiuti, uffici, scuole, sanità...). Sono comunque garantiti i servizi minimi essenziali, tra i quali il pronto soccorso e le urgenze.

Possibili disservizi potrebbero riversarsi da nord a sud, anche in Umbria. Allo sciopero aderisce anche la Flc Cgil (Federazione dei Lavoratori della Conoscenza Cgil), che in una nota fa sapere: "In occasione della Giornata Internazionale dei diritti delle donne, proclamiamo un’intera giornata di astensione dal lavoro nei settori di scuola, università, ricerca, Afam, formazione professionale e scuola non statale, per la giornata di lunedì 9 marzo".

"Intendiamo riaffermare i diritti delle donne, a partire da quello all'autodeterminazione e alla parità di genere, davanti alla evidente recrudescenza di una cultura maschilista, misogina e patriarcale, che si traduce in frequenti episodi di violenza e discriminazione delle donne - continua la nota del sindacato di categoria - L'Italia continua ad essere ai primi posti nel mondo per gender pay gap e per incidenza del lavoro povero e precario; il lavoro di cura è ancora tutto scaricato sulle donne e le professioni che vedono una maggiore presenza femminile sono le più sottopagate".

Il 9 marzo anche le lavoratrici e i lavoratori della Filcams Cgil sciopereranno. Nei settori che rappresenta - Terziario, Turismo e Servizi - dove la Filcams Cgil è impegnata nella lotta contro il lavoro povero e precario, "sono proprio le donne a vivere le sfide più difficili" per: part time involontario, spesso solo di poche ore settimanali, bassa qualità dell'occupazione, condizioni di lavoro insostenibili, flessibilità che diventa sfruttamento e rende impossibile conciliare i tempi di vita e lavoro, nel caso di colf e badanti una solitudine lavorativa che diventa emarginazione.

"Incrociamo le braccia contro la precarietà forzata e per un salario dignitoso. Se ci fermiamo noi, si ferma il mondo". Così l'Usb in vista dello sciopero generale. "Mentre il Governo vara decreti 'scatola vuota' sulla parità salariale, la realtà per le donne in Italia resta un percorso a ostacoli fatto di precarietà e rinunce. Non è un caso, è una scelta politica", sottolinea l'Usb aggiungendo che "oltre 60.000 madri l'anno lasciano il lavoro perchè mancano i servizi"; il "41% delle giovani madri è intrappolato in contratti ridotti e salari da fame perchè lo Stato ha tagliato il welfare" mentre sono le donne ad essere il "finto welfare del Paese, costrette a supplire alle mancanze di asili e assistenza agli anziani".

Il calendario degli scioperi nel mese di marzo

Trasporto aereo e mezzi pubblici: in questo mese di marzo - come riporta l'agenzia Adnkronos - c'è più di una data da segnare sul calendario per ricordare in quali giorni bisognerà fare i conti con le proteste dei lavoratori. Primo scoglio da superare, quello del 9 marzo, giorno dello sciopero generale nazionale che coinvolgerà quasi tutti i settori, pubblici e privati, con disagi a cascata non solo sui trasporti, ma anche su scuola, sanità, uffici e servizi vari.

Il 18 marzo è la data nera del trasporto aereo, con lo sciopero nazionale del personale di Ita Airways e di Easyjet indetto da Usb Lavoro Privato, dalle ore 13.00 alle ore 17.00. Mezzi pubblici a rischio, invece, il 27 e 28 marzo, a causa di una serie di proteste locali che interesseranno il settore del Tpl un po' in tutta Italia.

 

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