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ARTE

La Patata Imprigionata, l’opera denuncia della ternana Maura Governatori

Dopo la prima presentazione a febbraio al BAC di Collescipoli, domani e domenica sarà in esposizione in Bct in occasione della Giornata Internazionale della Donna

Antonella Lunetti

06 Marzo 2026, 12:11

La Patata Imprigionata, l’opera denuncia della ternana Maura Governatori

Un’opera viva, provocatoria e di denuncia, in cui il femminile è incarnato dalla patata e dal suo ciclo di vita, rappresentata imprigionata, tra le catene, come accade a volte nella società. Una società qui ‘letta’ come fondo nero, simbolo delle violenze e delle umiliazioni, sempre più piaga sociale in un disatteso evolversi culturale delle mentalità. Una realtà di pregiudizi e aspettative che da sempre la donna ha incontrato nel corso della vita, ostacoli per poter essere realmente rispettata e riconosciuta per il suo valore e per i suoi talenti. E soprattutto amata, ricordando che essa è il grembo della terra, madre di tutti gli esseri viventi.

Il messaggio è denso, profondo, quasi doloroso. Eppure volutamente interpretato anche con una vena di ironia. Quella necessaria, a volte, per spezzare catene in cui involontariamente si finisce per restare altrimenti incastrate. E’ “La Patata Imprigionata”, l’opera d’arte realizzata dall’artista ternana Maura Governatori. L’occasione per vederla sarà nel fine settimana in Bct, durante uno degli appuntamenti organizzati per la Giornata Internazionale della Donna. Domani e domenica, “La Patata Imprigionata” sarà esposta al secondo piano della biblioteca comunale di Terni, accanto all’opera di un’altra artista ternana, Elisa Lanzillotti in arte Elila, con “Stretta Apparenza”. Due modi diversi di raccontare e denunciare un tema sociale, vissuto da molte donne e a volte anche in prima persona.

Maura Governatori ha creato “La Patata Imprigionata” per lanciare un messaggio simbolico e potente. L’opera è stata esposta per la prima volta a febbraio al BAC, Borgo Arti Collescipoli, alla collettiva “Innamor-Arti” organizzata nel periodo dei festeggiamenti di San Valentino.

L’artista è nata a Terni nel 1976. Fin dalla tenera età ha sempre avuto la passione per il disegno e la pittura. Dopo aver conseguito il diploma artistico, non ha potuto continuare gli studi artistici, ma spinta dalla passione per l'arte, nelle sue varie forme, ha partecipato a corsi di formazione provinciali, dai quali sono nate nuove esperienze. Nella sua crescita artistica e interiore, si insinua anche la passione per la storia del simbolismo, letture spirituali, storiche e psicoumanistiche. Per molti anni la lettura ha preso il sopravvento e negli ultimi due anni ha ripreso a dipingere e creare, con una visione del tutto personale che si accosta al figurativo e concettuale. Si è rimessa in gioco anche dopo anni di un lavoro che personalmente non la gratificava più, dedicandosi all’arte e ad attività sociali, cogliendo però anche molte opportunità arrivate grazie ad alcuni artisti e associazioni di Terni con cui collabora nelle iniziative culturali.

“L’opera “La Patata Imprigionata” - racconta l’artista - è unica nel suo genere, e fa parte di un progetto di sensibilizzazione sociale, simbolico e concettuale ispiratomi dal contesto sociale, mediatico, relazionale e familiare. È un’opera viva, provocatoria e di denuncia. La Patata Imprigionata fiorirà anche incatenata, poiché il suo prezzo è troppo alto per essere liberata”.

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