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Cronaca

Iscrizioni scolastiche, a Foligno calano gli studenti che scelgono il liceo classico

Per la prima volta avrà un’unica classe

05 Marzo 2026, 15:01

Iscrizioni scolastiche, a Foligno calano gli studenti che scelgono il liceo classico

“Per la prima volta nella sua storia il Liceo classico di Foligno avrà una sola classe e neppure grande”. È il grido lanciato sui social da Rita Barbetti, ex insegnante del liceo classico F. Frezzi che nella sua carriera ha accompagnato molti studenti nel percorso alla Maturità.
Un caso, quello di Foligno, non isolato dato che il panorama nazionale conferma la tendenza al lento calo degli iscritti per l’istruzione classica ma che pone comunque molti interrogativi sul futuro della cultura, tanto che un semplice post ha acceso un dibattito dove si sono incontrati ex studenti accomunati dalla forte nostalgia di un percorso impegnativo ma prezioso. Un bilancio che è stato possibile fare non appena concluse le iscrizioni alle scuole superiori di secondo grado per l’anno scolastico 2026/2027; un resoconto che ha restituito, per la città di Foligno, una classifica dominata dal liceo scientifico Guglielmo Marconi, seguito dall’Istituto Tecnologico Da Vinci e dal liceo Frezzi – Beata Angela. Per quanto riguarda quest’ultimo, il numero complessivo delle iscrizioni è aumentato rispetto allo scorso anno, con buoni risultati per gli indirizzi dell’economico sociale e per quello delle scienze umane anche se a far paura sono appunto i dati relativi all’indirizzo del Liceo Classico. Sono solo 21 infatti gli studenti che hanno scelto di intraprendere questo percorso di studi.
“Una situazione che mi ha rattristato”, ha commentato Rita Barbetti, ex docente del Classico di Foligno che dal 1985 al 2018 ha insegnato latino, greco e letteratura a tanti studenti che, a suon di versioni sfogliando il celebre e famigerato vocabolario Rocci, portano ancora oggi nel cuore e nel loro bagaglio culturale quell’esperienza scolastica. 33 anni di servizio e a servizio della cultura e di una società che forse ha ancora bisogno dello studio di quelle lingue definite oltraggiosamente “morte”. “Il valore che deriva dall’apprendimento di queste lingue non è di certo quantificabile subito ma è un arricchimento talmente profondo che plasma i ragazzi nel futuro e lo fa quasi inconsapevolmente”, ha commentato Rita Barbetti. “Inoltre - ha aggiunto - il classico di oggi si è aperto al mondo moderno introducendo l’inglese, l’informatica e altre esperienze vicine all’era digitale ma conservando allo stesso tempo la tradizione e la profondità di studi che permettono di imparare ad amare il valore della bellezza, delle passioni e dell’animo umano così come i greci, ancor prima dei romani, ci hanno insegnato”.

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