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Reliquie ubaldiane: la donazione scritta in una pergamena

L'atto del vescovo Angelelli conservato nell’Archivio storico

05 Marzo 2026, 13:03

Reliquie ubaldiane: la donazione scritta in una pergamena

Ieri sera, nell’ambito dell’incontro sulla concessione delle reliquie ubaldiane di contatto nel XVIII secolo, organizzato dal Centro Studi Ubaldiani e che si è svolto al termine della messa delle 17 nel refettorio dei canonici nei locali della basilica, il ricercatore Fabrizio Cece ha tenuto una relazione nel corso della quale ha illustrato un documento di grande valenza sulla donazione al vescovo Ottavio Angelelli, il 15 febbraio 1785, della mitra e di un paio di guanti che erano stati a contatto del sacro corpo del patrono.

La pergamena che autentica tale omaggio è datata 14 maggio 1786 e si trova conservata nell’Archivio Diocesano eugubino.

La mitra e i guanti, riposti in una teca lignea, erano una volta conservati nella sagrestia della Cattedrale. Dal 2007 si trovano nella Raccolta delle Memorie Ubaldiane ospitata in alcuni ambienti della basilica di Sant’Ubaldo.

La solennità del foglio pergamenaceo è testimoniata dalle decorazioni che lo accompagnano, dal sigillo del vescovo e dalla bella scrittura con cui è compilata. Inoltre, la lettera “O” di apertura del testo (Omnibus) è realizzata in maniera mirabile. Innanzitutto perché nello spessore della lettera si possono leggere, a caratteri dorati, le parole “Mons S(ancti) Ubaldi”, poi perché all’interno della stessa è contenuta una immagine del monte sacro al Patrono e simbolo della città.

Partendo dal basso si inizia con la salita che da porta Sant’Angelo, poi detta porta di Sant’Ubaldo, conduce alla chiesa del patrono.

Gli stradoni del monte erano solo cinque. Si susseguono la chiesa di San Michele Arcangelo, già appartenuta agli Olivetani di San Pietro, la chiesa della Madonna Annunziata, conosciuta come prima cappelluccia, la chiesa della Madonna delle Grazie (seconda cappelluccia), la cappellina costruita sulla “Croce vecchia”, ancora esistente nel 1813 poi demolita, e la “Croce nuova”.

L’ultimo stradone si conclude al cospetto del convento di Sant’Ubaldo, ben caratterizzato dal chiostro con la chiesa fornita di campanile posto in posizione arretrata rispetto a quello novecentesco. In cima al monte è delineata la rocca, ancora munita di un piccolo circuito murario.

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