TUORO SUL TRASIMENO
Unione o (dis)unione dei Comuni del Trasimeno? Questa la provocatoria domanda con cui Maria Elena Minciaroni (nella foto), in qualità di sindaco di Tuoro e presidente facente funzioni dell'Unione dei Comuni (in assenza di presidente e vicepresidente a esercitare le funzioni di presidente è il sindaco più giovane), titola il documento con cui affronta la situazione politica dell'ente comprensoriale. "Quella che si sta vivendo da mesi all'interno dell'Unione dei Comuni — afferma Minciaroni — è una situazione paradossale e molto significativa di certe dinamiche: attualmente presidente facente funzioni sono io, unico sindaco del Trasimeno che non ha mai militato nella sinistra umbra, che si trova a presiedere una giunta e un consiglio formato da una maggioranza di esponenti quasi tutti appartenenti al Partito democratico, di fatto impossibilitata a esercitare il suo ruolo di presidente perché minoranza. Ed è proprio agli esponenti del Pd che mi rivolgo perché sono convinta che dopo due dimissioni e il non essere arrivati, dopo sette mesi dalla dimissione del presidente Sandro Pasquali, all'elezione di un nuovo presidente dipenda da dinamiche tutte interne al loro partito".
"Adesso che è stato eletto il nuovo segretario comprensoriale del Pd Trasimeno (Roberto Lombrici) — prosegue Minciaroni — vi invito a una seria riflessione sul destino dell'Unione. Il nostro territorio deve affrontare tante sfide che vanno dal lago alla sanità, all'ambiente, al turismo, ai trasporti e tanto altro, ma noto come adesso, rispetto all'atteggiamento che avevano i sindaci del Trasimeno nei confronti della precedente giunta regionale, ci sia un silenzio assordante. Ma non è certo il silenzio lo strumento utile per affrontare e risolvere i problemi. Invito i miei colleghi sindaci a fare chiarezza, in primo luogo fra di noi, per poi aprire una seria interlocuzione con la Regione per ottenere maggiori e adeguate risorse economiche finalizzate al funzionamento della macchina amministrativa. Di tutti i sindaci del Trasimeno ho la massima stima e fiducia, per questo dico loro che siamo a un bivio: o lavoriamo nell'interesse delle nostre comunità perseguendo obiettivi comuni senza lasciarci condizionare da dinamiche di partito, altrimenti questa Unione dei Comuni del Trasimeno è meglio scioglierla".
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