Mercoledì 04 Marzo 2026

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE INDIPENDENTE

DIRETTORE
SERGIO CASAGRANDE

×
NEWSLETTER Iscriviti ora

Lugnano in Teverina

Motoseghe in azione sui 73 pini, il sindaco Dimiziani: “Sicurezza al primo posto”

Carabinieri sul posto per garantire le operazioni

04 Marzo 2026, 14:57

Motoseghe in azione sui 73 pini, il sindaco Dimiziani: “Sicurezza al primo posto”

È arrivato il giorno delle motoseghe. I primi pini di Lugnano sono venuti giù. Ed ovviamente si è accesa la protesta degli ambientalisti: “Su 73 alberi solo 3 sono irrecuperabili. Abbatterli tutti è un provvedimento assolutamente sproporzionato”. Una pattuglia dei Carabinieri ha stazionato per gestire eventuali problemi di ordine pubblico, che non ci sono stati. Una delegazione di ambientalisti si è presentata per dialogare con le istituzioni, bloccando momentaneamente i lavori. Il confronto però non ha avuto esito. Il sindaco Alessandro Dimiziani, ad Orvieto per una riunione governativa sul progetto sentieri, al telefono ha dato ordine di ripartire con le operazioni.

Il gruppo verde, formato da Società civile di Lugnano e Amelia, l’Associazione Legambiente, il Comitato Onda, Coda, Vas, SOS Verde di Terni e Provincia, si è affidato a delle dichiarazioni di disappunto, che suonano al contempo come un arrivederci in tribunale: “L’Amministrazione utilizza lo strumento dell'ordinanza "contingibile e urgente" per radere al suolo un intero filare storico di 73 alberi, quando la stessa perizia tecnica dell'Ente (Integrazione VTA del 16/12/2025) conferma che solo 3 pini sono in Classe D, ovvero tecnicamente irrecuperabili. Abbattere 73 alberi per colpa di 3 è un eccesso che danneggia in modo irreversibile il patrimonio paesaggistico e l'identità del nostro territorio. La sentenza del Consiglio di Stato 9178/2022 è chiara sulla non abbattibilità senza motivazioni comprovate”.

Dimiziani al contrario spinge ancora sul tasto della sicurezza:Nel 2024 è venuto giù uno dei pini, quest'anno un platano e pochi giorni fa un olmo. La strada è ormai impercorribile. La sicurezza dei cittadini deve essere al primo posto. Come sindaco mi devo preoccupare inoltre anche delle cose materiali, il circolo degli anziani che sta mostrando delle crepe, o il muro di contenimento del campo sportivo, che può rischiare di cedere per l'avanzare delle radici. È chiaro che quegli alberi, piantati negli anni ’40, sono a fine ciclo. Romanticamente anche a me dispiace che ci lascino. Quando ero bambino ci andavo a raccogliere i pinoli. Ma mi sono confrontato con la mia maggioranza e con i tecnici. Il risultato è che il taglio non è più rinviabile. Rispetto le opinioni degli ambientalisti e abbiamo vagliato anche le alternative che ci sono state proposte. Ma si tratta di soluzioni costose e sperimentali, che un piccolo comune di 1400 abitanti non si può permettere”.

Gli ambientalisti rincarano però la dose: “Si profila un rischio beffa per i cittadini: le attuali norme del Codice della Strada (Art. 26 del Regolamento di esecuzione) limitano fortemente la possibilità di ripiantare alberi a bordo strada (rispettando distanze di sicurezza pari all'altezza della pianta). Senza un progetto di compensazione serio e già approvato, il rischio concreto è che questi 73 pini spariscano per sempre senza essere mai sostituiti, lasciando il borgo spoglio”. Su questo punto il sindaco rassicura: “Saranno reimpiantati, non pini ovviamente, per evitare di ripetere gli errori del passato”.

Newsletter Iscriviti ora
Riceverai gratuitamente via email le nostre ultime notizie per rimanere sempre aggiornato

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy

Aggiorna le preferenze sui cookie