terni
“Accetto la decisione del sindaco, è legittima, ma non la condivido”. L’ex assessore Marco Iapadre torna a parlare a tre settimane dall’uscita dalla giunta Bandecchi. Il primo cittadino, dopo aver azzerato il suo primo esecutivo, lo ha rimpastato “salvando” solo due dei suoi precedenti assessori, ovvero Michela Bordoni e Alessandra Salinetti, silurando gli altri, con il fido vice Riccardo Corridore compreso.
Rimasto in silenzio per alcuni giorni, ieri Iapadre ha convocato la stampa proprio nella sala consiliare di palazzo Spada, seduto nello spazio riservato alla giunta, poltrona che lo ha visto reggere deleghe importanti tra cui Urbanistica, Verde pubblico, Traffico per ben 32 mesi. Con serenità, Iapadre ha voluto raccontare la sua esperienza amministrativa senza comunque esporsi su quanto accaduto.
“Del resto – dice - il sindaco non l’ho più sentito dopo la sua comunicazione collettiva dell’azzeramento della giunta”. In sala consiliare c’era anche l’altro silurato, Giovanni Maggi, ex assessore ai Lavori Pubblici, rimasto in silenzio. Loro, insieme a Viviana Altamura, avrebbero scontato il prezzo di essere stati “fedelissimi” di Corridore.
Tra Bandecchi e il suo vice pare che qualcosa si fosse incrinato, il clima teso negli ultimi mesi si percepiva, specialmente dopo il risultato deludente delle amministrative in Campania. E poi le frizioni tra alcuni assessori, altra questione che Bandecchi non ha più voluto digerire, fino al colpo di scena sotto le ali di San Valentino.
“Metodo”: questa la parola più gettonata da Iapadre: “Il mio metodo è stato quello di servire Terni e i cittadini. Ho risolto ciò che per anni è stato spesso rimandato”. E ancora: “Ho scelto sempre la via più giusta, non quella più comoda, e la mia porta è sempre stata aperta per i cittadini, le richieste di ascolto sono di netto aumentate”. Quindi la lista delle cose fatte: “Il sottopasso di Cospea che oggi si realizza dopo 16 anni, lo sblocco di largo Cairoli, le lottizzazioni sbloccate dopo decenni, il verde pubblico, la necessaria revisione della Ztl con 10 mila permessi in meno mai fatta in 20 anni e tanti interventi sulle opere pubbliche anche grazie ai privati, le agevolazioni sui parcheggi e i cantieri di Agenda urbana finalmente ripartiti con 13 milioni di interventi finanziati e programmati. Il mio ruolo da amministratore – ha rimarcato – è sempre stato in linea per la città.
Terni – ha sottolineato – l’ho amministrata, ma anche difesa perché non è una città di serie B”. Il modello, quello giusto, che Iapadre rivendica “ma - afferma - serve stabilità e, quando un modello funziona, non si archivia. Accetto la posizione assunta dal sindaco, oggi torno al mio lavoro”. Iapadre non nasconde il dispiacere: “Rifarei tutto – dice - servire Terni è stato un onore non un interesse, ho ricevuto tanta stima, per quasi tre anni ho messo del tutto da parte il mio impegno professionale. Oggi però parlo a titolo personale”. L’ex assessore torna a fare l’ingegnere, ma lascia una porta aperta: “Pensare alla politica? Per adesso no, torno al mio lavoro ma, se ci saranno le condizioni “giuste” in futuro, non lo escludo”.
Le decisioni sulla giunta spettano dunque al primo cittadino, Iapadre accetta, ma non condivide. Da Bandecchi nessuna spiegazione, nessun contatto: “Ho parlato con lui in maniera collegiale solo quando ha comunicato l’azzeramento della giunta. Poi non l’ho più sentito. Non sono qua per esprimere giudizi, ma per condividere il lavoro svolto e il metodo. Al sindaco – ripete più volte - spettano le decisioni amministrative, lui ha la responsabilità”.
Solo un rapido scambio con il suo “collega” ora in giunta Sergio Anibaldi. Iapadre adesso ritorna dunque a fare l’ingegnere, ma la sensazione è che probabilmente tra qualche anno lo rivedremo in pista. Lui nega, “per il momento”. Dice di non aver rifatto la tessera di Alternativa Popolare scaduta da qualche giorno. Ma sicuramente non mancherà qualcuno pronto a corteggiarlo. Del resto Iapadre, con molta pacatezza, è stato comunque molto chiaro: “Io non mi sto posizionando. Poi ci sarà, in futuro, il momento delle scelte. Se tornerà lo stesso metodo di lavoro che è stato applicato in questi mesi, non escludo di impegnarmi di nuovo per Terni”.
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