PERUGIA
Stop alla discriminazione tra Comuni. All’ordine del giorno della seconda commissione di ieri in consiglio regionale, presieduta da Letizia Michelini (nella foto), la mozione sottoscritta dai consiglieri della maggioranza concernente le Proposte per l’inclusione dei 28 Comuni umbri esclusi dalle principali strategie e misure territoriali. L’atto, approdato in aula lo scorso 11 settembre era stato rinviato in commissione per opportuni ed adeguati approfondimenti prima di essere nuovamente portato al voto dell’assemblea legislativa.
La mozione (prima firmataria Michelini-Pd e a seguire Cristian Betti, Francesco Filipponi, Stefano Lisci, Maria Grazia Proietti-Pd, Luca Simonetti-M5s), Bianca Maria Tagliaferri-Ud/Pp, Fabrizio Ricci-Avs) mira sostanzialmente ad impegnare la giunta regionale a “riconoscere formalmente i 28 comuni umbri esclusi dalla strategia nazionale per le aree interne e dall’agenda urbana come territori ad alto svantaggio territoriale e sociale, da includere in azioni prioritarie e specifiche”.
Dopo l’analisi sulla situazione attuale delle varie realtà territoriali della regione, ricomprese nelle aree interne e nell’ambito di Agenda urbana’ predisposta dal Servizio valutazione delle politiche di Palazzo Cesaroni e nello specifico da Susanna Rossi, la presidente ed i commissari presenti hanno chiesto agli uffici dell’assemblea legislativa un ulteriore focus sull’attuazione delle misure e degli interventi già messi in campo e quelli in essere nei vari comuni dell’Umbria.
Nella mozione viene evidenziato come 28 comuni sono rimasti esclusi dalla Strategia nazionale per le aree interne e non sono stati inseriti nell’Agenda urbana: San Giustino, Citerna, Monte Santa Maria Tiberina, Lisciano Niccone, Umbertide, Corciano, Assisi, Valtopina, Spello, Marsciano, Deruta, Torgiano, Bettona, Bastia Umbra, Cannara, Bevagna, Gualdo Cattaneo, Montefalco, Trevi, Campello sul Clitunno, Castel Ritaldi, Giano dell’Umbria, Massa Martana, Amelia, Narni, Stroncone, Otricoli, Calvi dell’Umbria. “L’esclusione sistemica dalle principali strategie e misure di intervento ha contribuito ad accentuare le disuguaglianze territoriali ed a compromettere le opportunità di sviluppo locale”, è scritto nell’atto.
L’obiettivo della mozione è dunque quello di impegnare l’esecutivo regionale a “riconoscere formalmente i 28 comuni umbri esclusi dalla Strategia nazionale per le Aree interne e dall’Agenda urbana come territori ad alto svantaggio territoriale e sociale, da includere in azioni prioritarie e specifiche”. Si chiede anche di “predisporre misure e bandi dedicati a questi comuni, utilizzando risorse regionali, statali o comunitarie, con l’obiettivo di: sostenere progetti di sviluppo locale integrato; rafforzare servizi essenziali, accessibilità, infrastrutture e coesione sociale; valorizzare risorse ambientali, culturali e produttive; introdurre nei bandi regionali ordinari forme di premialità che tengano conto della condizione di svantaggio cumulato e dell’assenza di precedenti opportunità di finanziamento integrato per questi territori; coinvolgere attivamente le amministrazioni comunali interessate nella definizione delle priorità di intervento, promuovendo la cooperazione intercomunale e la partecipazione alla progettazione delle strategie; rendere pubblico l’elenco dei 28 comuni esclusi, fornendo un quadro oggettivo e documentato, a supporto della trasparenza istituzionale e della giustificazione degli interventi proposti”.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy