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TERNI

Cenerentola in dialetto ternano: il nuovo libro di Mario Menghini

L’insegnante del Casagrande rilegge la fiaba dei fratelli Grimm e l’effetto comicoè assicurato. Il suo prossimo progetto sarà dedicato ai precari della scuola

Antonio Mosca

03 Marzo 2026, 11:46

Cenerentola in dialetto ternano: il nuovo libro di Mario Menghini

Da oggi Cenerentola, la celebre fiaba dei fratelli Grimm, parla il dialetto ternanoCennerèlla è il titolo del libro che l’autore ternano Mario Menghini ha pubblicato in questi giorni. Il testo propone una rilettura originale e culturalmente radicata di una delle storie più amate di sempre, trasportata con ironia, musicalità e gusto popolare tra le vie e le atmosfere della Terni del ’400 dove si notano anche scorci dell’antica fiera del Cassero.

Non una semplice traduzione, dunque, ma una vera riscrittura, una trasposizione che restituisce dignità letteraria e forza espressiva al vernacolo ternanoMario Menghini, docente all’istituto Casagrande, non è nuovo a queste incursioni letterarie in dialetto nel mondo delle fiabe. Lo ha fatto già in passato con Cappuccetto Rosso ed altri personaggi e l’effetto comico, complice il vernacolo ternano, è stato assicurato.

Ora ci riprova con Cennerèlla. “È stato un lavoro appassionante - racconta - e spero che faccia divertire anche i lettori.” Nel prossimo futuro ho in animo di realizzare un glossario sui termini dialettali folignati, un omaggio ai miei genitori che erano originari di quella città. Studiando i dialetti dell’Umbria meridionale si scopre che ci sono molte affinità e radici comuni. L’operazione Cennerèlla si inserisce in un più ampio lavoro di valorizzazione della lingua locale, intesa non come nostalgia folklorica, ma come patrimonio vivo e identitario. Il dialetto diventa così strumento narrativo capace di esprimere sfumature, umorismo e vivacità che l’italiano standard talvolta non offre.

Tra le pagine del libro del professor Mario Menghini si incontrano passaggi dal sapore schiettamente popolare, come “̶Fijétta mia carélla, ricòrdete, su ’sta ppòrca tèrra, de lascià sèmbre lu prufùmu e mai la puzza?”. Cennerèlla si rivolge agli appassionati di tradizioni locali, agli studiosi di dialettologia, ma anche ai lettori curiosi che desiderano riscoprire una fiaba universale in grado di strappare un sorriso in chi la legge nella voce autentica del territorio.

Perché, in fondo, le storie più belle non invecchiano: cambiano lingua, ma continuano a parlare al cuore. Il libro, edito dalla casa editrice Morphema, è disponibile in tutte le principali librerie cittadine. Intanto Mario Menghini sta lavorando al suo prossimo progetto, un libro dedicato alla scuola ed alla fatica dei suoi tanti colleghi precari in cerca dell’agognato posto fisso.

“Nel testo - racconta - oltre alle interviste ai docenti saranno riportati anche stralci dei registri di classe. La scuola italiana è all’avanguardia nell’inclusione degli studenti, ma non sempre accade la stessa cosa per gli insegnanti che attendono anni per una cattedra.” Affronterò un tema complesso, come quello della normativa scolastica, con la mia solita ironia. “Credo che bisogna sempre far riflettere e sorridere chi ci legge, senza mai annoiarlo.”

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