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Nasce l’Unione degli Ordini forensi e il primo presidente è l’avvocato spoletino Pietro Morichelli. È stato presentato nei giorni scorsi a Palazzo Mauri "l'accordo storico" tra gli avvocati dell’Umbria, unica regione in Italia a essere fin qui rimasta senza un’Unione.
Archiviate almeno in questa fase le frizioni di natura territoriale, ma non solo, che hanno per decenni caratterizzato le relazioni tra i tre Ordini dell’Umbria, a cui sono iscritti complessivamente circa 3.100 avvocati, due terzi dei quali a Perugia (il presidente è Carlo Orlando), altri 700 circa a Terni (Andrea Colacci) e intorno ai 400 a Spoleto (Morichelli).
Alla base della neonata Unione, che è stata deliberata dai tre consigli insieme al relativo statuto, c’è la volontà di garantire pari dignità a ciascun territorio anche attraverso il riconoscimento del principio dell’alternanza nella designazione degli avvocati chiamati a rappresentare la categoria negli organismi nazionali forensi.
Un obiettivo, questo, che senza un patto tra i tre Ordini sarebbe matematicamente impossibile, come i numeri degli iscritti certificano.
Alla deposizione delle armi, professionali s’intende, si è arrivati dopo l’inedita e clamorosa elezione di un avvocato dell’Ordine di Spoleto al Consiglio nazionale forense, ossia Paolo Feliziani: un fatto più unico che raro, oltreché difficilmente ripetibile, frutto di tensioni anche interne tra gli avvocati dei Fori di Perugia e Terni.
L’inedito sbarco di un avvocato spoletino al Consiglio nazionale ha così aperto una breccia nelle mura a protezione dei campanili delle tre città giudiziarie. Il lavoro di demolizione degli steccati, viene da sé, non è stato semplice e si è protratto per circa un anno sfociando nella pace finale.
Come si legge nello statuto, dunque, i presidenti pro tempore degli Ordini forensi di Terni e Spoleto si alterneranno alla guida dell’Unione, mentre a Perugia andrà sempre la vicepresidenza. Il meccanismo individuato con l’accordo garantisce così il riequilibrio della rappresentanza territoriale negli organismi nazionali, che per l’Umbria sono stati di fatto per anni prerogativa del Foro di Perugia che da solo conta più del doppio degli iscritti degli altri due, assicurando una rotazione che prevede due mandati per Perugia, uno per Terni e uno per Spoleto. L’obiettivo alla base dell’alternanza è garantire tutti i professionisti che operano in Umbria senza distinzioni territoriali e incidere maggiormente, a fronte di un patto regionale, nelle politiche forensi nazionali.
“Salutiamo con grande soddisfazione l’accordo fondativo dell’Unione, con cui lanciamo una stagione di collaborazione, dialogo, armonia e riconoscimento pari dignità di tutti i Fori dell’Umbria”, ha concluso il presidente Pietro Morichelli.
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