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PERUGIA

Prisco: "Gli studenti hanno perso l’occasione di rappresentare tutti"

Anno accademico: il discorso dell’Udu alla cerimonia di inaugurazione dell’ateneo solleva perplessità

Sabrina Busiri Vici

28 Febbraio 2026, 15:52

Prisco: "Gli studenti hanno perso l’occasione di rappresentare tutti"

L’inaugurazione dell’anno accademico, il giorno dopo, si porta dietro qualche strascico. Il discorso del presidente del consiglio studentesco, Nicholas Radicchi (Udu Sinistra Universitaria), ha creato un momento di tensione per i toni che alcuni hanno giudicato poco rappresentativi della totalità degli studenti. Soprattutto quando sono state contestate le parole della ministra Bernini dette verso gli studenti in protesta. Momento del discorso apertamente non condiviso anche dal sottosegretario agli Interni Emanuele Prisco presente alla cerimonia. “Premesso che ho sempre un grande rispetto per i giovani che si impegnano in politica e io vengo da quell’impegno - ha detto il sottosegretario - Ho apprezzato la prima parte del discorso che verteva sulle opportunità di studio e che ho anche applaudito ma quando lo studente ha aperto il libro dell’indottrinamento del perfetto militante di sinistra pieno di slogan credo che abbia perso l’occasione di rappresentare le istanze degli studenti per portare quelle di partito, ma diciamo che è stato un inciampo di gioventù”. Detto questo, l’uscita in concomitanza di quelle parole del sottosegretario non c’era. A dirlo è lo stesso Prisco: “Nessuna protesta da parte mia, ho aspettato che finisse l’intervento ma avevo altri impegni già programmati e la cerimonia si è protratta un po’ oltre le previsioni, né ho potuto sentire gli altri. Chi lo dice lo fa chiaramente in male fede io ho rispetto delle idee altrui anche di quelle che non condivido, certo nella normalità esiste un contraddittorio. Se altri, hanno deciso di lasciare l’aula in segno di non condivisione, non lo so”.

Il sottosegretario Prisco ha anche detto di aver apprezzato molto la concretezza del discorso e le opportunità aperte dal rettore Massimiliano Marianelli che ha voluto incentrare il suo discorso sul decentramento dell’università nella nostra regione e sulla visione di ateneo come comunità di persone, radicata nei territori e fondata sulla cura reciproca, orientata al bene comune.

La pace è stata poi al centro delle parole dell’ospite d'onore della cerimonia, il giudice Rosario Salvatore Aitala, primo vicepresidente della Corte penale internazionale, intervenuto sul tema La forza e la ragione. Per una politica della pace. E il rettore Marianelli nel suo discorso ha anche sottolineato che "tra i primi segni del mandato c'è stato un gesto di attenzione alla pace visti anche i conflitti in corso in questo momento", ricordando “l'impegno concreto per educare alla pace e l'avvio di un corso dedicato che nascerà ad Assisi”.

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