Sanremo
Nicolò Filippucci
È travolto da un vortice fatto non solo di note, ma di abbracci, richieste, commenti e appuntamenti. È il successo, arrivato a soli 19 anni, per l’umbro Nicolò Filippucci, vincitore di Sanremo nella categoria Nuove Proposte con il 75% del Televoto contro il 25% ottenuto dall’altra finalista, Angelica Bove, alla quale sono andati però il Premio della Critica e quello della Sala Stampa.
Dopo il fuoco di fila di domande nella conferenza stampa sanremese di giovedì mattina - dove ha raccontato di aver dormito poco, della crescita maturata sul palco dell’Ariston, dei “no” che aiutano a crescere, del messaggio inviato a Maria De Filippi subito dopo la vittoria, dell’esperienza ad Amici e dell’emozione di avere i genitori in platea e di un fratello importantissimo anche lui musicista - i riflettori non si spengono. Il suo brano Laguna rappresenta solo l’inizio dell’avventura
Abbiamo raggiunto Filippucci telefonicamente.
- Nicolò, ai microfoni del Tg3 hai dedicato la vittoria prima di tutto a te stesso. È una dichiarazione di indipendenza?
Diciamo che in quest’ultimo anno sono cresciuto tantissimo, anche grazie all’aiuto di tante persone: la mia famiglia e tutto il mio team. Però sento di essere maturato molto anche a livello personale. In tutto quello che faccio metto sempre il massimo impegno, cerco di essere la versione migliore di me stesso. Per questo ho voluto dedicarmi la vittoria.
- Scendendo dal palco con il premio, chi hai abbracciato per primo?
Ho abbracciato tutte le persone del team che erano dietro le quinte. Poi è stato bellissimo stringermi al collo dei miei genitori, che sono qui a Sanremo. Siamo andati a festeggiare insieme a cena: è stato un momento davvero speciale.
- Se il Nicolò di oggi potesse parlare al Nicolò dei tempi di Amici, cosa gli direbbe?
Probabilmente gli direbbe che ha fatto bene a credere nei suoi sogni e negli obiettivi che si era posto. Perseverare è fondamentale. Guardandomi indietro, rifarei tutto da capo: sono contento del percorso che sto facendo e di quello che sto diventando.
- In Umbria siamo tutti impazziti per te. Hai visto cosa è successo, soprattutto a Corciano, la tua città d’origine?
Sì, ho visto qualche video. È stato davvero emozionante.
- Pensi che ora per te cambierà il rapporto con la comunità da cui provieni?
No, assolutamente. È normale che ora sia un po’ più distante, anche perché mi sono trasferito a Milano, ma il legame resta fortissimo. Sono molto legato alla mia casa e all’Umbria.
- La vittoria è arrivata con il 75% dei voti contro il 25% di Angelica Bove. Molti attribuiscono questo risultato anche al grande sostegno delle tue numerosissime fan. Cosa rispondi?
Sinceramente non sapevo questa percentuale. Mi fa molto piacere e ringrazio tutte le persone che mi hanno sostenuto.
- Cos’è per te la musica?
È il mio modo di esprimermi, di raccontare chi sono e tutto quello che voglio dire.
Tra i big in gara a Sanremo, per chi fai il tifo?
Ci sono tanti artisti che mi piacciono quest’anno: Serena Brancale, Sal Da Vinci, Sayf. In generale ci sono davvero belle canzoni.
- Sarai ai Magazzini generali a Milano del 13 aprile per il tuo primo live dopo Saremo, quali saranno i prossimi appuntamenti?
Per ora non ci sono altre date. Anche Milano sarà un evento unico, una data speciale legata al nuovo disco, che uscirà a breve dopo Sanremo. Sarà l’occasione per presentare dal vivo questo nuovo progetto discografico.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy