La proposta del Corriere
Ottant’anni dopo Roma 1960, le Olimpiadi estive potrebbero tornare in Italia. Teatro dell’evento sportivo più importante al mondo? L’Umbria strizza l’occhio alla Toscana e si accoda all’idea per i Giochi del 2040.
Come proposto dal direttore del Corriere dell’Umbria e del Gruppo Corriere, Sergio Casagrande, l’ipotesi di vedere un torneo dei cinque cerchi nel centro Italia prende sempre più forma.
E quale miglior modo per promuovere l’immagine del Belpaese se non tra la culla del Rinascimento, la Toscana, e il Cuore verde, polmone d’Italia?
L’Umbria è una terra di arte, religione e sport. Le scorribande del Perugia dei Miracoli e delle Fere di Viciani si uniscono al Cantico delle Creature di San Francesco, mentre Gianfranco Rosi alza al cielo la cintura e diventa campione mondiale dei Superwelter.
Sognare è lecito, soprattutto quando una piccola regione come l’Umbria ha al suo interno tante realtà di livello nazionale e internazionale.
Nella regione c’è il movimento della scherma che rimane un’eccellenza in tutta Italia (e non solo), con Terni e il suo palazzetto che hanno ospitato i Mondiali paralimpici di scherma. A Santa Maria degli Angeli il Centro federale di pugilato guida il guantone tricolore. A Piediluco la federazione italiana canottaggio pagaia a tutto braccio. A Terni c’è poi la “Coverciano del tennis tavolo”, di base al PalaTennistavolo, oltre che il Centro tecnico federale degli “Arcieri città di Terni”, numeri uno del tiro con l’arco.
Spazio anche al tiro a volo, con il Tav Umbriaverde a Massa Martana e il folignate Luciano Rossi alla guida dell’Issf, la federazione internazionale sport del tiro.
Da non dimenticare poi il mondo dell’endurance equestre. L’Umbria è già stata protagonista dell’endurance equestre europeo, competizione che si è svolta tra le bellezze del Trasimeno. L’equitazione olimpica non prevede questa disciplina, ma mai dire mai.
Rimanendo in ottica naturalistica, l’Antognolla Golf club, votato nel 2025 miglior green d’Italia, può essere il posto giusto per mettere in scena il golf olimpico. Ultimo, ma non per importanza, il ciclismo, con la linea dalla Valnerina fino alla Piana di Castelluccio un percorso da sogno per le due ruote.
L’Umbria entra così a piena forza in un progetto che è sì ancora tutto in fase embrionale, ma che vuole diventare parte integrante del futuro corpo olimpico.
Capitolo a parte sulla voce “sport di squadra”. Il calcio e la pallavolo sono delle eccellenze nel mondo umbro.
Il Perugia e la Ternana, con i progetti di restyling delle loro strutture, potrebbero diventare, da qui al 2040, dei traini per i Giochi in Umbria.
Il “Renato Curi” sta svolgendo ora la sua ristrutturazione. Circa 7 i milioni di euro messi in campo per il rifacimento della casa del Grifo, con l’obiettivo di ridare nuova luce a un impianto che, fino all’anno scorso, non era stato mai toccato in 50 anni di vita.
Discorso analogo, ma molto più complicato, per il “Libero Liberati”. L’articolata vichyssoise verbale creatasi intorno allo Stadio-Clinica ha portato il progetto a una fase di stallo, in attesa di futuri aggiornamenti che potrebbero arrivare nei prossimi mesi.
Sperando che entro il 2040 la situazione si sia risolta, l’Umbria potrebbe avere due impianti di assoluto livello per ospitare eventi nazionali e internazionali.
Nel caso delle Olimpiadi, potrebbero fare anche da casa alle selezioni calcistiche partecipanti al torneo dei cinque cerchi, per allenamenti e preparazioni.
Su questo aspetto, l’Umbria ha dei trascorsi di assoluto livello.
Il 24 maggio 1990 il Gubbio giocò una amichevole al “San Biagio” contro la Nazionale del Brasile, che si stava preparando nella città dei Ceri per il Mondiale delle “Notti magiche”.
Altro grande ospite del Cuore verde fu il Chelsea di Claudio Ranieri, nel 2001. I Blues fecero il ritiro pre-stagione al centro sportivo dell’Opera di Santa Rita, a Roccaporena. Sir Claudio spiegò poi il perché di questa scelta: “Qui si lavora bene. Il clima è buono, caldo e fresco nella giusta dose, poi per la qualità del mangiare”.
Chiuso il capitolo calcistico, è ora di parlare di quello legato alla pallavolo. Prima con la Sirio, ora con la Sir, l’Umbria ha sempre messo in campo un volley stellare.
Il PalaBarton Energy, casa dei Block Devils e della Bartoccini Mc Restauri, è uno dei palazzetti più caldi d’Italia. Nel 2023, in occasione degli imminenti Europei femminili, il Comune di Perugia decise di ampliare la capienza dell’impianto, arrivando a quota 4.986 posti a sedere. Certo, i livelli di strutture come quelle di Milano, Torino e Bologna sono difficili da raggiungere, ma nulla vieta pensare al PalaBarton Energy quale possibile struttura ospitante per un torneo olimpico di volley.
L’idea dei Giochi diffusi porterebbe una competizione come quella della pallavolo a giocare in diverse città. E Perugia potrebbe essere una di queste. Come già detto, sognare è lecito.
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