Piegaro
“Da oggi, ogni azienda può entrare nell’hub per candidare il proprio progetto di ricerca, partecipare al bando regionale di prossima uscita e ricevere i relativi incentivi (fino al 50 per cento per i costi di ricerca e sviluppo), oppure partecipare al progetto di ricerca strategico dell’hub, che si prefigge di ottenere dai nostri boschi del legno umbro da costruzione, o altrimenti entrare come fornitore o utente dei servizi innovativi dell’hub, come, ad esempio, l’assistenza di un innovation manager o consulenza sulla finanza agevolata”.
Con la presentazione ufficiale che si è tenuta a Perugia, il progetto per il futuro Pietrafitta Innovation Hub - il nuovo polo di innovazione dedicato “allo sviluppo e alla diffusione di soluzioni avanzate per l’innovazione sostenibile in Umbria”, che dovrebbe sorgere nell’area ex Enel di Pietrafitta, nel comune di Piegaro - cerca di fare un ulteriore passo in avanti. In effetti, grande è stata la partecipazione all’evento: sala piena con tanti cittadini, rappresentanti di istituzioni, mondo imprenditoriale, ricerca, associazionismo e cooperazione, per quello che, come è stato detto, si candida ambiziosamente “a diventare un punto di riferimento nazionale ed europeo per la transizione sostenibile”.
Vari i relatori che si sono succeduti per illustrare il progetto, in particolare per far conoscere, obiettivi, opportunità e modalità di adesione. Oltre agli esperti, che hanno messo in luce gli aspetti più tecnici, tra gli altri, sono intervenuti i sindaci di Piegaro, Roberto Ferricelli, e Panicale, Giulio Cherubini – Comuni, questi, promotori del progetto tramite il consorzio Consenergiagreen, proprietario dell’area – e gli assessori regionali Simona Meloni e Francesco De Rebotti.
Come ha spiegato il sindaco Cherubini, notevole sarebbe stato l’interesse tra gli imprenditori e le realtà presenti rispetto alla partecipazione concreta al progetto. Questi si andrebbero così a sommare alle aziende che avevano già risposto positivamente al precedente avviso pubblico del 2024.
Oltre a sostenere economicamente i previsti futuri investimenti di ricerca e sviluppo, con l’accordo siglato la settimana scorsa, la Regione si è anche impegnata a contribuire a riqualificare l’area che ancora ospita i resti della ex centrale termoelettrica, dove vi sono dodici edifici industriali dismessi e per circa 130 mila metri cubi.
Due i fulcri su cui ruota il progetto: la creazione di un’area dedicata alla ricerca e all’innovazione che andrà a sostenere l’altra futura area più prettamente industriale e produttiva, incentrata sulle filiere sostenibili del legno e dell’idrogeno verde. Per chi aderirà vi sono anche opportunità legate alla Zona economica speciale, per accedere al credito d’imposta.
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