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All’Istituto Scarpellini varato il regolamento sull’intelligenza artificiale: nominata anche una commissione permanente di vigilanza

25 Febbraio 2026, 15:37

All’Istituto Scarpellini varato il regolamento sull’intelligenza artificiale: nominata anche una commissione permanente di vigilanza

C’è lo studente che, la sera prima dell’interrogazione di storia, chiede a Chat Gpt di condensare in dieci righe tutta la Prima Guerra Mondiale e il giorno seguente ripete, parola per parola, quanto letto sullo schermo. C’è chi copia un tema generato in pochi secondi, limitandosi a ritoccare qualche sostantivo, nel goffo tentativo di personalizzarlo. E c’è anche chi ricorre all’intelligenza artificiale per svolgere un esercizio di matematica, rinunciando ai passaggi logici per trascrivere solamente il risultato. Nelle scuole italiane l’intelligenza artificiale è già approdata nelle aule, tra i banchi, nei corridoi. È dentro questa realtà, che oscilla tra nuove opportunità e facili scorciatoie digitali, che l’Istituto tecnico economico aeronautico F. Scarpellini ha scelto di redigere un regolamento interno sull’uso dell’AI, recependo le linee guida indicate dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che nei mesi scorsi si era già espresso sulla necessità di regolamentare il fenomeno.

L’iniziativa nasce dalla constatazione che strumenti come chatbot e generatori automatici di contenuti non rappresentano più un fenomeno isolato ma una presenza strutturale nelle abitudini di studio degli alunni. Sempre più spesso, infatti, l’intelligenza artificiale viene impiegata per svolgere compiti, ricerche e persino verifiche, senza tuttavia che se ne siano compresi fino in fondo i limiti.

Il nuovo regolamento interno della scuola di via Menotti non si limita a enunciare princìpi generali, ma definisce nel dettaglio obblighi e divieti per tutte le componenti della comunità scolastica. Per quanto riguarda gli studenti, il documento mette nero su bianco la più importante delle regole. Non si possono spacciare come propri gli elaborati prodotti dall’intelligenza artificiale. Il ricorso a strumenti di AI deve essere esplicitamente dichiarato. L’intento è evitare che la tecnologia si trasformi in un espediente che svilisce l’esperienza dell’apprendimento, pregiudicando pensiero critico e competenze personali. Quanto ai docenti è sì consentito di utilizzare strumenti di intelligenza artificiale come supporto alla programmazione didattica ma viene espressamente vietato delegare all’AI la valutazione degli studenti.

A loro, agli insegnanti del terzo millennio, lontani anni luce dai maestri con la matita rossa e blu, resta la prerogativa, o meglio la responsabilità della valutazione, che non può e non deve essere demandata a sistemi automatizzati. C’è poi il personale amministrativo, chiamato anch’esso a rispettare regole precise. Il regolamento vieta l’immissione di dati riservati, documenti interni o informazioni sensibili su piattaforme di intelligenza artificiale non autorizzate dall’istituto.

Per garantire l’effettiva applicazione della policy, la scuola ha infine nominato una commissione permanente sull’intelligenza artificiale, composta da docenti, esperti di tecnologie digitali e rappresentanti degli studenti, con il compito di monitorare l’evoluzione degli strumenti, aggiornare periodicamente il regolamento e intervenire in caso di violazioni. “L’intelligenza artificiale è ormai parte integrante della vita dei nostri ragazzi”, osserva la preside Federica Ferretti (nella foto). Che aggiunge: “Non è realistico ignorarla né pensare di vietarla, sic et simpliciter”. “Il nostro compito di educatori è quello di guidare gli studenti a un uso maturo, consapevole e responsabile di ogni strumento tecnologico”, conclude.

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