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Rinnovabili, tanti ricorsi al Tar: il presidente Ungaro pone l'accento sulle criticità della normativa

Si è tenuta il 24 febbraio mattina la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario del tribunale amministrativo regionale

Francesca Marruco

24 Febbraio 2026, 14:39

Rinnovabili, tanti ricorsi al Tar: il presidente Ungaro pone l'accento sulle criticità delle normative

Un cospicuo numero di decisioni ha riguardato, oltre agli appalti pubblici (circa il 6 per cento dei ricorsi) il diritto urbanistico ed edilizio con le relative implicazioni di tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale (circa l’8 per cento nel 2025) e in questo ambito i giudizi più significativi hanno riguardato la localizzazione degli impianti di telecomunicazione e degli impianti, grandi o domestici, di produzione energetica da fonti rinnovabili”. Lo ha detto il presidente del Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria, Pierfrancesco Ungari, nel corso del suo intervento ieri mattina, durante la cerimonia per l’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tar. Alla cerimonia, che si è tenuta in Prefettura, hanno preso parte le massime cariche istituzionali, della magistratura e delle forze dell’ordine della regione e della provincia.

Il presidente, in particolare, ha sottolineato che “il numero e i contenuti delle controversie riguardanti le infrastrutture Fer, strumento cardine della transizione, confermano l’importanza di questa parte del contenzioso. Ma paradossalmente - ha sottolineato - non mi sembra sia stato raggiunto l’obiettivo, minimale ma strategico, di poter disporre di regole certe sui procedimenti e sulle localizzazioni, così da poter dirimere i conflitti (sempre più tra interessi pubblici costituzionalmente prioritari ed equiordinati, ambientali e cultural-paesaggistici)”. Per il presidente “la normativa ha lasciato incertezze su cosa comporti in concreto la qualificazione di area idonea, ordinaria, o non idonea sui presupposti e sul funzionamento dei diversi procedimenti autorizzatori, sulla rilevanza delle valutazioni delle Amministrazioni preposte alla tutela dei vincoli del patrimonio culturale”. Inoltre, Ungaro ha evidenziato che “l’impugnazione da parte del governo di alcune leggi regionali, tra cui quella umbra, ha complicato la ricostruzione del quadro normativo”. Il presidente ha proseguito, sempre sugli impianti di produzione di energia alternativa, sottolineando che “la legge, seppur in modo poco coordinato e chiaro, richiede una pianificazione non soltanto interdittiva, ma anche propositiva delle aree destinate a ospitare le infrastrutture Fer. Mentre invece la sorte di diversi impianti si continua a decidere dinanzi ai giudici amministrativi in controversie autonome e al di fuori di una valutazione delle alternative disponibili per conseguire l’obiettivo prefissato (vale a dire i target di potenza da installare nella regione nel periodo considerato dalla norma, in attuazione degli obblighi internazionali assunti dall’Italia) nell’ambito di un territorio adeguatamente vasto. In queste condizioni - ha proseguito - ha un senso limitato chiedersi se le valutazioni di tutela paesaggistica contrarie alle installazioni superino il test di proporzionalità o pensare di risolvere il conflitto in ragione dell’esistenza di un interesse prevalente. In conclusione, spesso le sentenze in questa materia risentono della scala di priorità dell’interprete e faticano a dare ai conflitti di interessi soluzioni largamente comprensibili e condivisibili”.

Per quanto riguarda i numeri, nel 2025, sono stati depositati 559 ricorsi, di cui 337 ordinari e 222 seriali (relativamente alla legge Pinto). Sono stati invece 658 quelli definiti e questa trattazione ha contribuito ad abbattere l’arretrato del 5,6 per cento (a fine dicembre erano 1.209 quelli pendenti). Di questi, ben 888 sono relativi alla ax legge Pinto per cui, a partire dal 2027, “una volta trascorso il biennio di sospensione - ha detto il presidente - potranno essere chiusi agevolmente con sentenze dichiarative della cessazione della materia del contendere”. Dei 658 ricorsi definiti, 260 sono stati depositati nello stesso anno, 117 nel 2024, 138 nel 2023 e 106 nel 2022.

La presidente della Regione, Stefania Proietti, ha preso parte alla cerimonia e successivamente ha dichiarato: “L’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tribunale Amministrativo Regionale costituisce un momento di riflessione e di rinnovato impegno comune per una pubblica amministrazione sempre più vicina ai cittadini e fondata sui principi di legalità e responsabilità”. La presidente ha inoltre evidenziato come il dialogo costruttivo tra pubbliche amministrazioni e organi di giurisdizione sia essenziale per garantire trasparenza, efficienza e legalità nell’azione pubblica.

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