L'inchiesta del Corriere
“La compravendita abusiva on line delle presunte reliquie di San Francesco è un fenomeno da condannare e da segnalare subito alle autorità competenti”.
È tranciante il commento del sindaco di Assisi Valter Stoppini: la nostra inchiesta sullo smercio nel web dei presunti resti del Poverello, proprio nei giorni in cui c'è la celebrazione dell'ostensione, tira via un velo anche su altri tentativi di truffa legati all'evento religioso.
Ce li svela proprio il primo cittadino.
“Sono da condannare anche altri tentativi di truffa. Sui social - rivela Stoppini - c'è chi chiede un euro per l'acqua santa e chi fa credere che le prenotazioni della visita sono a pagamento. Tutte truffe tentate che stanno girando in internet. I frati del Sacro Convento si dovrebbero tutelare legalmente", ha spiegato Stoppini.
Di certo lo smercio di reliquie sta scuotendo il mondo religioso. Dalla Diocesi al Sacro Convento. Con dichiarazioni dalle sfaccettature diverse.
Interviene duro fra Giulio Cesareo, dell’Ordine dei frati minori conventuali, direttore dell’Ufficio comunicazione del Sacro Convento.
“Sono profondamente rattristato - spiega fra Cesareo al Corriere dell’Umbria - dal fatto che ci siano persone che ingannano gli altri, affermando di possedere e mettere in commercio reliquie, in particolare quelle di San Francesco. Ciò che mi sorprende ancora di più è che qualcuno possa credere che questi tesori della Chiesa possano essere venduti. Essi possono essere solo condivisi, in maniera gratuita, dalle autorità ecclesiali competenti, con realtà ecclesiali come diocesi, parrocchie e mai con singoli fedeli e/o cittadini e men che meno dietro qualsivoglia pagamento di denaro. Per noi frati, inoltre, san Francesco è davvero nostro padre e fratello: come si potrebbe mai pensare di vendere il proprio padre?”.
“Inoltre - sottolinea fra Giulio - come abbiamo mostrato in tutte le immagini di questi giorni e come stanno verificando di persona i pellegrini che partecipano all’ostensione dei suoi resti mortali, la teca che contiene le sue reliquie è sigillata dal 1978, anno dell'ultima ricognizione medico-scientifica. Pertanto, i suoi resti sono tutti lì. Le foto del 1978, che abbiamo diffuso e condiviso con la stampa, mostrano lo stesso materiale biologico che oggi è esposto alla venerazione dei fedeli. Invito tutti, dunque, e in particolare gli organi di stampa e di informazione, in virtù della loro professionalità, a non alimentare polveroni mediatici alla ricerca del sensazionalismo. Questo approccio non giova alla comunicazione in sé e non contribuisce alla credibilità delle testate stesse”.
L’arcivescovo amministratore apostolico della diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e della diocesi di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino, che aveva già presentato denuncia per analoghi reati relativi a San Carlo Acutis, invita le autorità giudiziarie a vigilare e intervenire. E sottolinea l’importanza della nostra inchiesta. “Vorrei capire meglio di cosa si tratta ma è un bene che un giornale come il vostro si faccia sentinella su un fenomeno come questo, che è di grande squallore e procura tanta tristezza. Come è possibile che sulle reliquie e i resti del Santo, esposti all’adorazione universale con una grande partecipazione di popolo che vi si reca con sentimento di vera venerazione, ci sia chi specula in questo modo? E altri disposti ad acquistare oggetti che, peraltro, non hanno credibilità, artefatti che non hanno nulla a che fare con San Francesco. Mi auguro che chi deve vigilare dal punto di vista legale e penale sia attento. Quando ho denunciato lo stesso fenomeno per San Carlo Acutis, gli organi giudiziari si sono mossi in modo rapido ed efficace. Mi auguro che questo avvenga anche in questo caso per San Francesco”.
L’assessora regionale al Turismo, Simona Meloni, condanna questo tentativo di smercio, che oltre ai risvolti legali e penali, di certo cozza con l’immagine che vuol trasmettere la Regione per gli ottocento anni dalla morte del Poverello. “La condanna c’è ed è ferma. Noi sugli Ottocento anni dalla morte di San Francesco puntiamo molto, alla Bit abbiamo incentrato su turismo e cicloturismo anche con le vie e i cammini di Francesco. L’ottocentenario al centro della programmazione. Abbiamo anche lavorato alla brandizzazione dell’aeroporto con tanti messaggi di Francesco su pace, accoglienza e fratellanza”, ha detto Meloni.
Ergo, la compravendita delle presunte reliquie svelata dal Corriere dell’Umbria “è un fatto del tutto deprecabile che certamente non inficerà l’immagine delle celebrazioni”, conclude Meloni.
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