ORVIETO
“Sulla prevenzione del rischio idrogeologico non esistono schieramenti, ma una sola direzione possibile: quella della tutela dei cittadini, della salvaguardia dei nostri centri storici e della protezione del patrimonio ambientale e culturale”. A dirlo sono il sindaco di Orvieto, Roberta Tardani, e quello di Todi, Antonino Ruggiano, invocando responsabilità, serietà e concretezza dopo l’approvazione della mozione in Regione sul dissesto idrogeologico di Rupe e Colle che ha scatenato numerose prese di posizione.
Secondo quanto riferiscono i primi cittadini l’accordo di programma firmato il 19 febbraio non prevede alcuna nuova assegnazione di risorse, né introduce nuovi stanziamenti. “Non è l’avvio di una nuova stagione di investimenti – fanno notare – né il frutto di recenti iniziative politiche. Si tratta, semplicemente, della conclusione di un percorso amministrativo avviato anni fa, quando il governo nazionale dispose il ristoro di fondi in favore della Regione per interventi già programmati e strutturati. Quelle risorse sono state impegnate e spese da tempo.
Non rappresentano in alcun modo nuova finanza, né possono essere presentate come una scoperta dell’ultima ora”. L’auspicio di entrambi è che la Regione presti la massima attenzione alle esigenze dei territori, avviando una pianificazione organica e di lungo periodo per la messa in sicurezza di Rupe e Colle. Sul piano politico i gruppi consiliari di maggioranza Civitas, Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, intanto, puntano il dito contro “approssimazione, disinformazione e confusione alimentata dagli esponenti del governo regionale e dai parlamentari del M5s”.
“L’assessore regionale De Luca – affermano – come al solito ha sviato il discorso scaricando le responsabilità sul governo che non avrebbe firmato l’accordo di programma con la Regione per il finanziamento degli interventi di messa in sicurezza di Rupe e Colle. Parole smentite dai fatti perché quell’accordo era in realtà già stato firmato dal Ministero. Peggio ha fatto la senatrice Pavanelli che, per provare a coprire l’ennesimo scivolone dell’assessore, si è affrettata a chiedere al governo di trasferire subito alla Regione le risorse dell’accordo di programma per trasformarle in cantieri.
Peccato che di quei fondi, stanziati dal governo per il triennio 2020-2022 ed anticipati dalla precedente giunta regionale in virtù di un accordo di programma con i Comuni, le amministrazioni di Orvieto e Todi ne hanno già beneficiato mettendo a terra gran parte degli interventi che si stanno ora concludendo”. Per il M5s media valle del Tevere e comprensorio Orvietano “buttare tutto in caciara sembra ormai diventata la strategia preferita dei sindaci di Orvieto e di Todi.
Vogliono creare un diversivo per nascondere il fatto più scomodo: il ministro si è ricordato di firmare l'accordo di programma con la Regione, affrettandosi dopo due mesi di ritardo, solo perché c'era la discussione in corso sulla mozione della consigliera Letizia Michelini in consiglio regionale. I due sindaci tacciono però sui pesanti ritardi nella progettazione e sulla mancata rendicontazione dei lavori già eseguiti. Sono proprio queste inadempienze - concludono i pentastellati - a continuare ad impedire alla Regione l'accesso ai fondi, nonostante l'accordo sia stato finalmente firmato. Sono talmente impegnati a “girare la frittata” da dimenticare il loro dovere principale: lavorare concretamente per il proprio territorio”.
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