L'intervista
Con il nuovo assetto amministrativo del Comune dopo il rimpasto, Tiziana Laudadio assume un ruolo centrale nella squadra guidata dal sindaco Stefano Bandecchi. Docente di lingua e cultura inglese al liceo scientifico Galileo Galilei e giornalista, la professoressa Laudadio ha ricevuto deleghe strategiche: cultura, Bct, turismo, eventi, istruzione, servizi educativi, università, alta formazione, diritto allo studio e politiche giovanili. Un ambito ampio e trasversale, che richiede visione, metodo e capacità di coordinamento. L’assessore Laudadio si appresta dunque ad affrontare una fase impegnativa, ma ricca di prospettive, con l’obiettivo dichiarato di coniugare visione culturale, sviluppo turistico e centralità delle nuove generazioni in un progetto organico per la città. In questa intervista illustra il proprio percorso e le linee programmatiche del suo mandato.
- Assessore Laudadio, quale significato istituzionale e personale attribuisce a questo incarico?
Vivo questo incarico con profondo senso di responsabilità. Per me la politica non è mai stata mera competizione o ricerca di visibilità, ma servizio alla comunità. Ritengo che amministrare significhi mettere competenze, tempo ed energie al servizio della città. Terni è il luogo in cui ho costruito il mio percorso umano e professionale: conoscerne dinamiche, potenzialità e criticità rappresenta un valore aggiunto che intendo mettere a disposizione dell’ente.
- Quando nasce il suo impegno politico?
La passione per la politica è sempre stata presente nella mia vita, intesa come partecipazione civica e attenzione ai processi decisionali. Tuttavia, il passaggio all’impegno diretto si concretizza nel 2023, quando mi avvicino a Alternativa Popolare e scelgo di candidarmi. È stata una decisione maturata con consapevolezza: ho ritenuto che fosse il momento di trasformare l’interesse e l’analisi in azione concreta.
- Che impressione ha avuto fin dall’inizio del sindaco Bandecchi già al momento della sua candidatura?
Fin dall’inizio ho riconosciuto nel sindaco Bandecchi una figura schietta e diretta, dotata di una comunicazione incisiva e di una visione prospettica. La capacità di immaginare traiettorie di sviluppo per la città, unita alla determinazione nel perseguirle, è un elemento che considero fondamentale in chi guida un’amministrazione.
- Come è maturata la proposta di entrare in giunta?
Dopo la caduta della precedente giunta e l’avvio di questa nuova fase amministrativa, sono circolate alcune indiscrezioni sulla stampa locale. Successivamente è stato lo stesso sindaco a contattarmi telefonicamente, illustrandomi le deleghe che intendeva affidarmi e chiedendomi la disponibilità ad assumere l’incarico. Ho accettato con senso delle istituzioni, consapevole della complessità del ruolo.
- Le deleghe affidatele sono numerose e strategiche. Qual è il metodo di lavoro che intende adottare?
In primo luogo lo studio approfondito della macchina amministrativa, che è articolata e richiede competenza tecnica. Sto dedicando tempo all’analisi dei procedimenti, dei capitoli di bilancio e dei progetti in essere. Intendo garantire continuità rispetto alle iniziative già avviate, valorizzando quanto di positivo è stato realizzato, in un’ottica di collaborazione con gli altri assessorati. Con le colleghe Bordoni e Salinetti esiste una sintonia che favorirà un lavoro integrato.
- Sul fronte culturale, quali saranno le prime azioni?
Ritengo prioritario restituire centralità agli eventi estivi, a partire dal ripristino del cinema all’aperto, che rappresenta un momento di aggregazione e valorizzazione degli spazi urbani. Inoltre, desidero riallacciare i rapporti con Umbria Film Commission, perché Terni possiede una significativa vocazione cinematografica: è noto che il film La ragazza di Bube fu girato in città. Investire su questa identità significa generare indotto culturale ed economico.
- Turismo: quale visione strategica intende perseguire?
Il turismo deve essere concepito come sistema. Penso all’istituzione di un infopoint nel centro cittadino, facilmente accessibile e integrato con strumenti digitali. Inoltre intendo recuperare un progetto sviluppato con i miei studenti: la costruzione di itinerari di tre giorni dedicati ai visitatori sia italiani che stranieri, con indicazioni su percorsi culturali, eccellenze enogastronomiche ed attrattori naturalistici. Questo approccio esperienziale può contribuire a prolungare la permanenza media dei turisti in città.
- Istruzione, università e diritto allo studio: quali priorità?
Provenendo dal mondo della scuola, considero fondamentale il dialogo costante con dirigenti, docenti e famiglie. Il diritto allo studio non è solo accesso ai servizi, ma garanzia di opportunità. Intendo favorire sinergie tra scuole, università e sistema produttivo locale, promuovendo percorsi di alta formazione che rispondano alle esigenze del territorio.
- Le politiche giovanili rappresentano una delega cruciale. Come intende declinarla?
I giovani devono essere parte attiva nei processi decisionali. Non destinatari passivi di iniziative, ma co-protagonisti. Intendo promuovere tavoli di confronto permanenti e sostenere progettualità che valorizzino creatività, innovazione e partecipazione civica.
- Ha lasciato temporaneamente l’insegnamento per dedicarsi all’amministrazione civica. Che scelta è stata?
Una scelta non semplice. Ho chiesto l’aspettativa e ho salutato i miei studenti con emozione, consapevole che non fosse possibile conciliare efficacemente le due responsabilità. Avevamo persino programmato un viaggio studio a New York. Tuttavia, quando si assume un incarico istituzionale di tale portata, è necessario garantire dedizione piena. Il sostegno della mia famiglia, di mio marito Francesco e di mio figlio Marco, è per me un punto di equilibrio fondamentale.
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