Francesco vive. Lì, dentro il suo sarcofago protetto da una teca in vetro, adagiato sul pavimento davanti all’altare, posizionato proprio in corrispondenza della tomba nella cripta sottostante.
La traslazione ha portato il feretro sotto la solenne volta a crociera della chiesa inferiore della Basilica di San Francesco: qui il maestro Giotto, e la sua bottega, hanno raffigurato San Francesco in gloria e l’Allegoria dei tre voti: obbedienza, povertà e castità. Una fusione eccezionale: l’arte medievale cristiana che si unisce alla visione giottesca abbracciando e avvolgendo, dall’alto, le spoglie mortali di Francesco da oggi - domenica 22 febbraio - esposte al mondo per un mese. Le vedranno in 400 mila.
Sabato abbiamo avuto la possibilità, da cronisti, di poter vedere in
anteprima le spoglie mortali di San Francesco. Una vera e propria esperienza mistica, con
fra Giulio Cesareo - direttore dell’ufficio comunicazione Sacro Convento Assisi - come cicerone d’eccezione tra il Palazzo Papale di Assisi, parte integrante del complesso del Sacro Convento, e la Basilica di San Francesco.
Oggi i pellegrini - solo quelli con la prenotazione - dopo aver effettuato l’accettazione in piazza (è stato allestito un maxi gazebo apposito) potranno entrare nella chiesa inferiore - seguendo un percorso con i tendiflex che “costringeranno” i visitatori a osservare gli affreschi: alcuni, quelli rovinati, riprodotti completamente con IA. Sabato percorrendo la
navata centrale anche noi siamo arrivati davanti a
Francesco, lo scheletro è quello composto nel 1978, le ossa sembrano quasi segnate dalla fatica, dalle penitenze e dagli stenti. Raccontano la sua vita. Attorno c’è commozione, emozione, curiosità. D’altronde è un appuntamento con la storia, con qualcosa di mai visto, ma solo (lontanamente) immaginabile. E invece ora è lì, tangibile.
Qualche foto di troppo - forse - ma da oggi non si potranno più fare. Meglio così. Perché Francesco è presenza viva con le sue spoglie sotto i dipinti giotteschi, non è un appuntamento con il macabro, ma con la spiritualità.

Fra Giulio in precedenza ci ha fatto entrare dal portale gotico del Sacro Convento e poi tra passaggi, portoni e cunicoli, abbiamo osservato la
seconda parte dell’esperienza immersiva che segue la visione delle spoglie di Francesco (per i pellegrini con disabilità anche un utile ascensore che rende tutto accessibile).
Nel retro della basilica, costeggiando il chiostro, ci sono punti di pronto soccorso sanitario (in collaborazione con la Protezione civile); otto postazioni - nella sala romanica del palazzo papale - per le confessioni con altrettanti confessori che saranno a disposizione dei pellegrini per dodici ore al giorno; in un’altra sala è possibile rinnovare le promesse battesimali.

Da oggi le possibilità di visita sono due. La prima è il
percorso guidato (da un frate): dalle 10 alle 16, dal lunedì al venerdì, prevede una catechesi di accoglienza e, dopo la venerazione, la conclusione con la liturgia del rinnovo delle promesse battesimali nella cappella San Bonaventura all’interno del Sacro Convento. In questo caso i pellegrini, riceveranno anche in dono un ricordo simbolico: un vasetto biodegradabile, con della torba essiccata e dei semi di grano, per rivivere a casa l’esperienza che - solo morendo alla condizione di seme - esso può diventare fecondo.
La seconda - dalle 7 fino alle 10 del mattino e dopo le 16 nei giorni feriali, tutto il giorno nei weekend - prevede un
cammino autonomo da parte del pellegrino, munito del libretto con le informazioni essenziali per l’esperienza.
All’interno del convento è stata allestita anche una sala per la registrazione di intenzioni di messe, le offerte e l’eventuale ritiro del numero da collezione della rivista
San Francesco vive e del timbro ufficiale del pellegrinaggio.
Le offerte raccolte, oltre a sostenere i costi dell’iniziativa dell’ostensione, sosteranno l’hospice pediatrico oncologico che sarà realizzato come da recenti deliberazioni della Regione Umbria.