Gubbio
Dalle vette del Monte Bianco alle colline umbre, con una bici come unica bussola e una truffa come miccia. La storia di Matteo Stella non è quella dell’ennesimo influencer in cerca di like, ma di un uomo che ha deciso di reagire pedalando. E forte. Originario di Courmayeur, guida di mountain bike e trekking tra le montagne della Valle d’Aosta, Stella ha costruito la sua vita professionale su sentieri, boschi e panorami mozzafiato.

“La mia vita è sempre stata legata alla natura, all’avventura e alla condivisione di emozioni autentiche”, racconta. Poi, la caduta. Una brutta esperienza lavorativa, una truffa, i conti svuotati e il lavoro sparito. “Sono stato truffato da un ladro”. Poche parole, pesanti come macigni. Quando ti tolgono tutto, restano le gambe. E la testa. Così Matteo ha fatto la scelta più radicale: ribaltare la rotta della storia e trasformarsi in un Marco Polo al contrario. Non da Venezia verso l’Oriente, ma da Pechino verso casa. Un viaggio lento, ostinato, costruito chilometro dopo chilometro. Sette mila chilometri in sella, da Pechino a Venezia, attraversando Paesi, culture e paesaggi con un solo motore: la determinazione.
Sui social è @acrosstheuniverse501, ma dietro l’handle c’è molto più di una galleria fotografica. C’è un progetto di viaggio che rifiuta la frenesia del turismo mordi e fuggi e rivendica il diritto alla lentezza. Ogni tappa diventa incontro, ogni salita una riflessione, ogni confine un dialogo. Dopo aver attraversato alcune delle principali città umbre, il suo itinerario ha puntato verso Gubbio, fino all’arrivo a Tenuta Borgo Santa Cecilia, a Montelovesco. Qui, tra pietra antica e silenzi verdi, il viaggio ha trovato una nuova pausa, non un traguardo. Perché il senso non è arrivare, ma continuare.
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L’approdo umbro non è una cartolina patinata: è la conferma di una filosofia. Vivere i luoghi con tempo, rispetto e consapevolezza. Dopo essere stato messo in ginocchio da una truffa, Stella ha scelto di non farsi definire dalla caduta. Ha scelto il movimento. La sua è una narrazione contemporanea che parla a un territorio – il nostro – spesso schiacciato tra promozione turistica e consumo veloce. Matteo ricorda che il viaggio è prima di tutto esperienza umana, incontro, trasformazione. Non un prodotto, ma un processo. E mentre le sue ruote continuano a macinare asfalto e strade bianche, la sensazione è che questa non sia solo la storia di un uomo in bicicletta. È la storia di una rivincita. Silenziosa, faticosa, vera. Pedalata dopo pedalata.
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