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La nuova giunta, Ghione: “Non solo industria Tante energie da potenziare”. L’intervista

L’assessore a cui il sindaco Stefano Bandecchi ha affidato sei deleghe: Sviluppo economico, Commercio, Artigianato, Agricoltura, Rapporti con le multinazionali, Terziario. “La mia porta sarà sempre aperta per ascoltare i cittadini”

22 Febbraio 2026, 14:19

La nuova giunta, Ghione: “Non solo industria Tante energie da potenziare”. L’intervista

Gabriele Ghione è tra gli assessori della nuova giunta comunale di Bandecchi. A lui il sindaco ha affidato sei deleghe: Sviluppo economico, Commercio, Artigianato, Agricoltura, Rapporti con le multinazionali, TerziarioTernano di nascita, 67 anni, ha formazione tecnica: è infatti <strong)iscritto all’ordine="" degli="" ingegneri="" della="" provincia="" di="" terni<="" strong=""> e ha operato come consulente tecnologico senior. </strong)iscritto>Già noto per il suo impegno militare come colonnello responsabile del Polo mantenimento delle armi leggere di Terni dal 2009 al 2014, entra nell’esecutivo di palazzo Spada e lascia la poltrona della presidenza dell’Asm. Ghione ha ricoperto la carica di presidente della multiutility dal maggio 2024 fino, per l’appunto, alla sua nomina in giunta comunale. Sotto la sua guida, l’azienda partecipata ha approvato il bilancio 2023 con un utile di 3,3 milioni di euro. Anche Ghione, come gli altri assessori, è un uomo di Bandecchi, essendo stato candidato alle ultime amministrative nelle liste di Alternativa Popolare. È sposato con Grazia, ha due figli e una nipotina.

- Cosa l’ha spinta ad accettare questo incarico?

Le sfide, quando sono di alto livello, piacciono sempre molto. Era una cosa che non mi aspettavo, che però mi dà molta energia. E’ stata una proposta, quella del sindaco, che mi ha subito interessato e non potevo dire di no.

- Ha deleghe “pesanti”, penso allo Sviluppo economico. Qual è la priorità a cui mettere mano sin da subito?

Oltre allo Sviluppo economico ci sono anche tante altre deleghe nel mio incarico e io conto proprio di metterle tutte quante a sistema. Per esempio, ci sono i Rapporti con le multinazionali. E quindi questo significa che inizierò a fare uno screening di tutte le aziende che hanno qualche interesse nel territorio e che possono dare un contributo.

- Quindi immagino che prenderà subito contatti con Ast?

Assolutamente, sì, anzi, già a livello informale c'è stato un incontro. Ripeto, veramente a livello informale. Però ci siamo detti che prossimamente ci dovremo incontrare e mettere a punto una serie di argomenti. Io ancora non sono in grado di sostenere una contrattazione, però, in realtà, sto studiando come ai tempi dell’Università e quindi sono molto concentrato per quello che dovrò fare. Però ancora i giorni sono pochi da quando sono entrato in ufficio, anzi, sto ancora sistemando le cose burocratiche, tutte cose necessarie ma che portano via un sacco di tempo.

- Tra le questioni, proprio parlando di economia, ci sono anche dei fronti caldi e importanti, mi riferisco all'energia ma anche alla situazione attuale del Polo chimico.

Assolutamente sì, ci sono dei temi molto caldi, il Polo chimico senz’altro sarà oggetto di un incontro a Roma al Ministero e sarà la mia prima uscita ufficiale fuori dal Palazzo. Ci sono diverse vertenze calde in piedi, anche quella con Coop Tirreno. Quindi, diciamo, gli argomenti sul piatto sono tantissimi. Anche perché ogni delega si porta dietro problematiche da risolvere, difficilmente ci può essere una delega che non ha argomenti che l'assessore deve in qualche maniera poter risolvere, o perlomeno discutere.

- Il rapporto con la città, in questo caso mi riferisco all'altra delega, quella del Commercio: c'è il problema del centro storico, dei negozi che chiudono, del caro affitti e delle tasse che affliggono gli operatori commerciali.

Sì, alcuni commercianti già si sono fatti avanti per avere un contatto con me in maniera informale. Più che altro io ascolterò tutte le loro richieste e poi mi riservo di analizzarle con cura e di trovare una soluzione che possa essere efficace per tutti.

- Alla luce della sua esperienza, in particolare come vertice di Asm, e comunque con altri incarichi che ha ricoperto, che tipo di città è Terni secondo lei?

E’ una domanda molto interessante perché io pensavo di conoscere Terni essendoci nato, essendoci vissuto per tanti anni. Poi in realtà, da palazzo Spada si vede una città diversa, una città che non è solo luci e festività celebrate nel migliore dei modi, ma è anche piena di risorse da valorizzare, piena di idee da portare a termine. E quindi a me piace molto andare a vedere quelle cose che non sono state valorizzate abbastanza fino ad adesso e cercare di farle diventare invece un cavallo di battaglia per la città. Parlo dell'artigianato, parlo dell'agricoltura. Noi siamo abituati a vedere solamente la grande industria a Terni, invece c'è tanto altro, quel tanto altro che di solito le città di provincia come Terni utilizzano per farsi conoscere, per fare bella figura. Ecco noi, forse all'ombra della grande industria, ma non è che ne voglio parlarne male, ci mancherebbe, dico che ci siamo un po' adagiati e non abbiamo sviluppato tutte le altre energie e potenzialità che vanno sviluppate, quindi vedrò di riuscire a stimolare anche questo aspetto. Una cosa sul mio ormai ex incarico all’Asm: voglio evidenziare che tutta l’azienda Asm mi è rimasta nel cuore, tutto il personale, ad ogni livello, merita rispetto e considerazione per il lavoro svolto con serietà quotidianamente.

- Il suo obiettivo dunque è quello di lavorare a 360 gradi?

Il mio obiettivo è quello di unificare un po’ le problematiche e quindi di trovare soluzioni che vadano trasversalmente tra le varie deleghe. Voglio dire, l’artigianato, per esempio, non può vivere a sé stante se non ha un collegamento, per esempio, con il commercio. Ma questo avviene anche con altre deleghe di altri colleghi assessori. Penso alla scuola. Cioè, se io voglio avere un artigianato di qualità, comunque devo avere anche degli artigiani che hanno seguito un certo percorso di formazione. E la stessa cosa vale anche per l’agricoltura. L’agricoltura di oggi non è più quella di una volta che si faceva con la zappa, la pala e i buoi. L'agricoltore di oggi è un imprenditore moderno, un imprenditore che quando va sul trattore è collegato a Internet e magari è geolocalizzato. Bisogna anche sapere come vanno trattate le colture perché poi non siano dannose anche per l’alimentazione. In poche parole, bisogna aver studiato per fare l’agricoltore del giorno d’oggi. Quindi l’interazione anche con l'assessore alla Scuola secondo me è fondamentale.

- Quindi sarà un lavoro di squadra a tutto tondo?

Assolutamente sì, c’è un’atmosfera in giunta a dir poco meravigliosa. Tutti vogliono collaborare con tutti. E quindi secondo me faremo un bel lavoro. Poi dovrete decidere voi che ci osservate. Però noi ce la stiamo mettendo tutta fin dal primo giorno.

- Dialogo aperto con la città, con i cittadini?

Certo. Quando io sto in ufficio tengo la porta aperta, nel senso che chi vuole bussa ed entra. Non c’è filtro. E la stessa cosa mi succede camminando per la città. Quindi molto volentieri parlerò con tutti.

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