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Premio Letterario Castello, il successo di Christof Petr: i nomi dei vincitori della sezione speciale riservata ai detenuti

22 Febbraio 2026, 10:43

Premio Letterario Castello, il successo di Christof Petr:  i nomi dei vincitori della sezione speciale riservata ai detenuti

È Christof Petr, della casa di reclusione di Parma, il vincitore della sezione speciale del Premio Letterario Castello 2025, la prima in Italia riservata ai reclusi e alle recluse di tutti i penitenziari. La sezione, dal titolo Destinazione Altrove - La scrittura come esplorazione di mondi senza tempo, ha premiato il racconto breve L’errore, la scoperta, la cura, un testo intenso e vibrante che, a partire dalla scoperta della penicillina, si trasforma in una profonda riflessione sul valore dell’errore e sulla responsabilità scientifica e umana.

“Dentro quell’errore c’era una porta. E qualcuno ebbe il coraggio di aprirla”, scrive Petr. In queste parole si concentra il senso di un’opera capace di trasformare un inciampo in occasione di rinascita, un messaggio che assume un significato ancora più forte se pronunciato da chi vive una condizione di privazione della libertà. L’errore, nel racconto, non è soltanto un fatto scientifico o storico, ma una metafora esistenziale: riconoscerlo, attraversarlo e curarlo diventa un percorso di consapevolezza.

Seconda classificata è Katarzyna Monika Strzalka, della casa di reclusione femminile della Giudecca di Venezia, con l’opera Passi. Al terzo posto, ex aequo, un autore anonimo della casa di reclusione di Enna con Il mio mondo altrove e Natascia Cordaro, della casa circondariale di Latina, con Uguaglianza. Gli istituti penitenziari dei vincitori si aggiudicheranno libri per le proprie biblioteche interne, un segno concreto di investimento culturale e crescita collettiva.

La cerimonia di premiazione si è svolta nella sala del consiglio comunale, inaugurando di fatto la ventesima edizione del Premio Letterario Castello, promosso dall’associazione culturale Tracciati Virtuali. Un progetto unico nel panorama nazionale che, oltre al valore letterario, esprime un profondo significato civile e sociale. La sezione speciale è stata realizzata in collaborazione con il dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria del Ministero della Giustizia e con la Società Dante Alighieri.

All’evento hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali. Tra questi la vicepresidente del Senato, Anna Rossomando, che ha richiamato l’attenzione sull’articolo 27 della Costituzione e sulla funzione rieducativa della pena, sottolineando come iniziative culturali di questo livello rappresentino una ricchezza da coltivare con cura. Presenti anche il Sindaco Luca Secondi, il senatore Walter Verini, la deputata Emma Pavanelli, il direttore generale dei detenuti Ernesto Napolillo, l’ex procuratore generale di Perugia Fausto Cardella, il presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti e in collegamento video il presidente della giuria Alessandro Masi, la senatrice Giulia Bongiorno e l’assessore regionale Fabio Barcaioli. Ha coordinato i lavori Antonio Vella, direttore generale del Premio Letterario Castello.

Nei loro interventi è stato ribadito come la scrittura rappresenti uno strumento fondamentale di rieducazione e reinserimento sociale. L’attività trattamentale e il lavoro, è stato ricordato, sono tra i fattori più efficaci nel favorire un ritorno positivo alla comunità. Tuttavia, la situazione delle carceri italiane resta complessa: sovraffollamento, carenze di personale e risorse insufficienti rischiano di indebolire gli sforzi di umanizzazione del sistema penitenziario.

Una platea di studenti 

Significativa la partecipazione dei ragazzi degli istituti superiori cittadini, coinvolti per sensibilizzare le nuove generazioni sulle grandi questioni sociali del nostro tempo. Ad allietare la cerimonia hanno contribuito gli interventi musicali del maestro Fabio Battistelli e le letture di Silvia Bardascini. Momenti particolarmente toccanti sono stati i collegamenti video con due dei premiati, che dal carcere hanno raccontato la propria esperienza: parole semplici, autentiche, accolte da un lungo applausoDestinazione Altrove non è solo un titolo evocativo. È la dimostrazione che la scrittura può aprire varchi anche dove i muri sembrano invalicabili. Può trasformare la pena in percorso, l’errore in consapevolezza, l’isolamento in dialogo. In questa prospettiva, il Premio Letterario Castello diventa non soltanto un riconoscimento artistico, ma un gesto concreto di fiducia nella capacità dell’essere umano di cambiare, crescere e tornare a essere parte attiva della comunità.

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