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Giovanni Guidi ad Assisi: "Io musicista del mondo senza barriere e confini"

Per una tre giorni di musica andrà in scena in prima assoluta un concerto voluto dal Piccolo Teatro degli Instabili con un Trio inedito

21 Febbraio 2026, 10:36

Giovanni Guidi ad Assisi: "Io musicista del mondo senza barriere e confini"

Giovanni Guidi è una delle figure più introspettive del jazz contemporaneo. Dalla sua Foligno è arrivato a conquistare la ribalta internazionale. Un musicista che non si limita a suonare il pianoforte, ma lo usa per “abitare” i suoi stati d’animo. Così come per “vestire” quelli di chi lo ascolta. Nelle sue note tanta imprevedibilità ma anche fermezza, così come nelle sue parole per descrive il rapporto con la musica e soprattutto per presentare il nuovo progetto con un trio inedito formato da altri due fuoriclasse provenienti da mondi diversi come Daniele Di Bonaventura e Peppe Frana.

Stasera alle ore 21.15, per la rassegna di tre giorni “Jam – Concerti Instabili”, andrà in scena in prima assoluta la loro incredibile performance. Da un’idea proprio del Piccolo Teatro degli Instabili di Assisi è nata questa sinergia umbro-marchigiana-campana per l’inedita formazione composta oltre che da Guidi, anche da Di Bonaventura, compositore-arrangiatore oltre che pianista-bandoneonista di grande sensibilità, e Frana, suonatore di oud esperto di tradizioni musicali extra europee che vanta prestigiose collaborazioni nel campo della world music, del jazz e della musica antica.

Definire Guidi - eccezionale pianista, finissimo improvvisatore e raffinato compositore - semplicemente come un "pianista jazz" sarebbe riduttivo. Con una discografia che spazia dal piano solo alle formazioni allargate, ha dimostrato una rara capacità di assorbire tradizioni diverse - dal blues al pop d'autore, dalla musica colta alle suggestioni africane - restituendole con un tocco che è ormai un marchio di fabbrica: essenziale, malinconico e profondamente umano.

Esistono poi luoghi che sembrano nati per accogliere l’imprevedibile alle orecchie, e il Piccolo Teatro degli Instabili di Assisi è certamente uno di questi. Questa prima assoluta del nuovo progetto in trio sarà quindi in una dimensione intima e a lume di candela. Lo spazio fisico del teatro potrà quindi influenzare il modo di approcciare gli strumenti da parte dei tre musicisti durante la performance, che arriva come “una produzione originale degli Instabili e per questo ringrazio la mia cara amica e direttrice artistica Fulvia Angeletti” afferma ai microfoni Guidi.

Quella di stasera non sarà quindi una semplice esibizione, ma una prima assoluta: un esperimento di “geografia dell'anima” che mette insieme tre eccellenze provenienti da mondi apparentemente distanti. Da un lato il pianismo colto e irrequieto di Guidi; dall'altro il respiro passionale del bandoneon di Di Bonaventura; dall’altro ancora la voce ancestrale dell'oud di Frana.

Si tratta di una sinergia che attraversa l'Italia - dall'Umbria alle Marche fino alla Campania - per proiettarsi verso il Mediterraneo e oltre. In questo trio, il jazz incontra il tango, la musica antica dialoga con la world music, e il blues si sporca di polvere africana. Non ci si deve aspettare barriere o etichette, ma lirismo, sfida alle regole e, soprattutto, quel “sentimento vero” che nasce solo quando tre fuoriclasse decidono di mettersi a nudo, rinunciando alle certezze per mettersi al servizio della bellezza pura.

- Spesso si dice che la musica sia un linguaggio universale, ma nel progetto che presentate ad Assisi sembra quasi che tutti e tre stiate provando a inventare un “dialetto” nuovo, un incrocio tra mondi lontani. Da dove è nata questa scintilla? Come si sono incrociate le vostre strade?

Il duo tra me e Daniele esiste da più di dieci anni, ci conosciamo molto bene e abbiamo suonato insieme molte volte. Invece Peppe lo ho conosciuto negli anni recenti durante i quali ho abitato ad Assisi. Lo ho conosciuto nell’ambiente del Calendimaggio e ho scoperto un musicista di livello internazionale e durante una cena insieme a Fulvia e ed altri amici assisani è venuta fuori questa idea. Per me è quindi un piacere suonare proprio dove tutto è nato e così partirà proprio dal Picco Teatro degli Instabili quindi questa bella collaborazione. Ci piacerebbe poi fare un tour e perché no magari un disco, vedremo. Intanto questa di Assisi è veramente una anteprima assoluta. I brani che eseguiremo sono in parte quelli che provengono dal repertorio che ho in duo con Daniele, ma anche pezzi nuovi fatti tutti e tre insieme.

- Nella presentazione del concerto si parla di “sfida alle regole” e “irrequietezza”. Per te la musica è un modo per trovare pace o un mezzo per dar voce alla propria inquietudine?

La musica mi aiuta ad esprimere tutto e quindi qualche volta è anche la base per un grande irrequietezza che però con le note riesco a trasformare in una serenità che nella realtà trovo raramente. A meno che non vogliamo considerare che la musica non sia la realtà.

- Se dovessi dare una colonna sonora al periodo storico che stiamo vivendo, che tipo di sonorità sceglieresti?

È difficile, ma mi piacerebbe che fosse un “Inno alla gioia”… e ce ne sarebbe davvero bisogno. Però collettivamente stiamo più scrivendo un “requiem” e non bello però sicuramente come quello di Mozart.

- Cresciuto sotto l’ala protettrice di Enrico Rava, che ha intuito precocemente il tuo talento cristallino, ti sei affermato come una delle voci del pianismo contemporaneo più originali e poetiche del panorama internazionale, diventando anche uno dei nomi di punta della prestigiosa ECM. Incidere per un'etichetta così ha segnato il tuo percorso artistico. E proprio come artista ti senti più “europeo” o credi che il jazz debba mantenere sempre quel cordone ombelicale con la tradizione americana?

Preferisco definirmi un musicista del mondo e senza confini e penso che verso tutti i campi si dovrebbe andare più in questa direzione pensando a quello che ci unisce piuttosto che alle differenze.

- Oltre a questo progetto che presenti ad Assisi, cosa c’è all’orizzonte sia come solista che in altre formazioni?

A giugno farò un tour in Argentina con il mio gruppo dedicato a Gato Barbieri ed inoltre porterò in giro uno spettacolo che ha esordito il 16 dicembre all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma con musiche mie dedicate al Cantico delle Creature di San Francesco di Assisi, che mi vede insieme alla Priverno Jazz Orchestra diretta da Mario Corvini e alla voce recitante dell’attore Stefano Fresi. Ci sono poi anche progetti discografici in arrivo, anche se ancora devono rimanere segreti.

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