FOLIGNO
Massimo due mesi: è questo l’impegno preso dall’amministrazione comunale per restituire alla città gli Orti Orfini. La notizia, arrivata durante la seduta della seconda commissione consiliare presieduta da Nicola Badiali, ha segnato il punto di svolta di un lungo confronto dedicato alla riqualificazione dei parchi urbani, toccando anche le sorti del Parco Hoffmann. L’apertura dei cancelli coinciderà con il risveglio della stagione primaverile. Secondo quanto spiegato dall’architetto Anna Conti, dirigente dell’Area Governo del territorio, il countdown è legato alla fase finale dei lavori sui servizi igienici interni al parco. Un investimento di circa 3 mila euro mirato a rendere i bagni pubblici pienamente fruibili e a norma, un tassello fondamentale per la sicurezza igienica e il decoro dell’area.
Il vicesindaco Riccardo Meloni ha sottolineato la portata politica dell'intervento: “L'obiettivo principale dell'amministrazione è quello di rivalutare, facendolo restare aperto, un gioiello del centro storico. Riaprire questo parco è motivo di rilancio per la movida sana, soprattutto per i bambini”. Meloni ha parlato di una riapertura che punta a essere "definitiva", ponendo fine ai periodi di abbandono che hanno caratterizzato il passato dell'area.
Se sulla fruizione del parco il consenso è unanime, il dibattito si è acceso sulla destinazione dell'edificio interno. La dirigente Conti ha illustrato come gli uffici comunali abbiano operato per rendere fruibili ulteriori 209 metri cubi di spazio, che si aggiungono ai 280 già presenti sui due piani. L'idea tecnica è quella di creare un polo attrattivo che ospiti un bar, un ristorante o un locale serale, o di garantire eventi come il cinema all'aperto o la musica dal vivo. Tuttavia, il percorso amministrativo per trovare un gestore appare in salita. La strada del project financing o della concessione diretta resta l’opzione principale, ma ad oggi nessun privato ha presentato una proposta formale. “Non è un posto facilmente appetibile per contesti ristorativi, il locale è distribuito male e conserva una cucina di piccole dimensioni” ha evidenziato Meloni.
Dall’opposizione sono arrivate critiche serrate e proposte alternative. Rita Barbetti (Pd) ha bocciato l’orientamento commerciale: "Utilizzare uno spazio così ampio per l’ennesima idea di ristorazione è riduttivo e semplicistico. A Foligno mancano spazi ricreativi per le giovani generazioni e sedi per le associazioni". Sulla stessa lunghezza d’onda Mauro Masciotti (Foligno domani): "Le singole associazioni non hanno la forza di mantenere un simile spazio, ma l’unione di queste realtà potrebbe creare un bene comune". Gian Luigi Aquilini (Fratelli d’Italia) ha richiamato alla prudenza, ricordando come le difficoltà economiche abbiano affossato i precedenti gestori e chiedendo un piano di gestione solido prima di procedere.
La commissione ha poi spostato l'attenzione sul Parco Hoffmann, un’area che richiede un impegno economico di ben altra portata. La stima dell'investimento necessario per la sua completa rivalutazione ammonta infatti a 1.400.000 di euro. Il progetto punta forte sulla vocazione sportiva e aggregativa, pur mantenendo l’obbligo normativo di conservare il 60% dell’area a verde. Tra le idee messe a bando per attirare investitori figurano campi da padel e una piscina, per trasformare il parco in un polo estivo. Anche in questo caso, la mancanza di un promotore privato rallenta i tempi, ma non mancano le suggestioni culturali. Giorgio Gammarota ha lanciato l'idea per l’utilizzo immediato dell’anfiteatro: "Uno spazio per eventi teatrali estivi. Acusticamente le mura sono perfette".
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