L'EVENTO
Come sarà il sistema energetico nel 2050? E, soprattutto, quali scelte dovranno essere compiute adesso per costruire un futuro più giusto e sostenibile? A queste domande prova a rispondere OrvietoScienza 2026, l’evento in programma da oggi a sabato al teatro del Carmine ed al palazzo del Capitano del Popolo.
Il tema scelto per questa edizione – "Energia 2050. Quali scenari per la transizione?" – chiama in causa scienza, tecnologia e società in una riflessione che non riguarda soltanto gli esperti.
Organizzato dall’istituto d’istruzione Majorana-Maitani, l’annuale appuntamento che nasce dentro la scuola, ma guarda ben oltre i suoi confini, persegue ancora una volta l’obiettivo di potenziare la diffusione della cultura scientifica, creando uno spazio di dialogo tra studenti, ricercatori, docenti universitari, divulgatori e cittadini.
“L’attuale sistema energetico – spiegano gli organizzatori – è fragile perché dipende in larga parte da fonti non rinnovabili e da catene di approvvigionamento globali instabili. È inequo perché l’accesso all’energia e i benefici economici non sono distribuiti equamente mentre i costi ambientali e sociali ricadono soprattutto sui più vulnerabili. Ed è climaticamente insostenibile, poiché l’uso dei combustibili fossili resta la principale causa delle emissioni di gas serra responsabili del riscaldamento globale”.
Da qui la domanda centrale: "Quali scelte scientifiche, tecnologiche e sociali sono oggi davvero praticabili per rendere il sistema energetico più sostenibile ed equo?"
Nel corso della tre giorni si affronteranno temi cruciali per la transizione energetica.
Dall’intermittenza delle fonti rinnovabili alle soluzioni tecnologiche come smart grid e sistemi di accumulo, dalla necessità di coniugare innovazione e tutela ambientale fino alla riflessione filosofica su nuove narrazioni culturali capaci di sostenere un impegno collettivo orientato alla giustizia climatica. Un convegno, ma anche un laboratorio di idee.
Gli studenti, insieme a quelli dell’istituto d’istruzione superiore artistica classica e professionale, hanno lavorato per mesi in attività laboratoriali e percorsi di approfondimento.
Accanto a loro, relatori di primo piano offriranno contributi e prospettive diverse, in un confronto aperto con il pubblico.
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