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Restauro e legalità: Città della Pieve e ministero della Cultura insieme per i reperti salvati dal mercato nero

Dino Refolda

18 Febbraio 2026, 15:25

Restauro e legalità: Città della Pieve e ministero della Cultura insieme per i reperti salvati dal mercato nero

C’è una pagina della storia etrusca di Città della Pieve che per troppo tempo è rimasta nell'ombra, rischiando di sparire per sempre nel buio del mercato nero. Oggi, quella pagina sta tornando alla luce grazie a un delicato lavoro di restauro a Roma, presso la Caserma di San Francesco in Ripa. L’assessore alla Cultura, Luca Marchegiani, si è recato personalmente nel laboratorio dell'Istituto Centrale per il Restauro per osservare da vicino la rinascita di questi reperti straordinari, recuperati dai caarabinieri per la Tutela del patrimonio culturale.

Accolto dai vertici del Comando – tra cui il colonnello Paolo Befera e il tenente colonnello Paolo Salvatori – e dai funzionari del Ministero della Cultura, Marchegiani ha potuto toccare con mano l'avanzamento di un intervento meticoloso. Questi manufatti, già ammirati dal pubblico nella mostra "L'arte ritrovata", sono attualmente sotto sequestro giudiziario, ma il loro valore scientifico sta già superando i confini della cronaca giudiziaria.

Un legame profondo con il passato

Nonostante il "trauma" subito dai reperti a causa degli scavi abusivi, che hanno purtroppo compromesso il contesto archeologico originario, la ricchezza dei materiali resta eccezionale. Le prime fasi di pulitura hanno confermato un sospetto affascinante: esistono forti connessioni con il celebre ritrovamento del 2015. Si tratta, insomma, di un unico grande mosaico storico che l'Amministrazione comunale sta ricomponendo pezzo dopo pezzo.

Il futuro: un museo per la città

Città della Pieve non sta a guardare e si prepara a riabbracciare i suoi tesori. L'iter amministrativo, in stretta sinergia con la Soprintendenza, è concluso: ora l'obiettivo è il progetto di allestimento definitivo. Mentre si attendono le ultime autorizzazioni ministeriali per intervenire sui corredi funebri e sui materiali lapidei, la città già guarda al futuro. "Questo percorso è un tassello fondamentale per ricostituire il nostro patrimonio culturale", fanno sapere dal Comune. "È un cammino che rafforza l’identità della nostra comunità e valorizza una memoria che era rimasta sepolta."

Una scoperta che riscrive la storia

Quella che stiamo vivendo è considerata una delle scoperte archeologiche più rilevanti degli ultimi decenni. La collaborazione tra il Ministero della Cultura, che sta investendo risorse importanti, e gli enti locali dimostra quanto sia vitale proteggere e studiare questi "sopravvissuti" dell'antichità. Per Città della Pieve, il ritorno di questi reperti non è solo una vittoria della legalità, ma l'inizio di una nuova stagione di ricerca e conoscenza che proietta la città ai vertici dell'archeologia etrusca in Italia.

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