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Prosegue con il secondo atto del Nose Art Festival il percorso di ricerca dedicato al ruolo dell’olfatto, come strumento di percezione e relazione, avviato da Scacciadiavoli. La storica azienda vitivinicola nel Comune di Montefalco in Umbria, guidata dalla famiglia Pambuffetti da quattro generazioni, presenta così la seconda edizione di NAF. L’edizione 2026 si articola in due momenti: NAF Preview, ciclo di appuntamenti ospitati in spazi museali tra marzo e giugno 2026 a Foligno e ad Ancona, e NAF Festival, in programma presso la Cantina Scacciadiavoli a Montefalco a fine estate (29 e 30 agosto).
L’iniziativa nasce da un’idea di Liù Pambuffetti, alla guida della storica azienda vitivinicola insieme al padre Amilcare e al cugino Iacopo Pambuffetti, con l’obiettivo di indagare il rapporto tra olfatto, memoria, percezione e ambiente, proponendo il senso dell’olfatto come medium sensoriale e cognitivo, capace di evocare memorie, visioni e relazioni intime con luoghi, persone e paesaggi. NAF si configura come uno spazio di sperimentazione e di partecipazione diretta, in cui il pubblico è coinvolto in un’esperienza sensoriale in prima persona.
NAF Preview anticipa il Festival con una performance olfattiva immersiva e itinerante “I nomi, il naso”, che verrà presentata in più occasioni, in diverse città italiane. “I nomi, il naso” è una produzione site-specific originale di Tripee Teatro, scritta e diretta da Stella Piccioni e Daniele Gaggianesi, con il supporto produttivo di Scacciadiavoli.
L’esperienza è costruita come una passeggiata sensoriale individuale: lo spettatore, bendato, attraversa una sequenza di stimoli accompagnato da un attore, concentrandosi sull’ascolto, sulla memoria, sul contatto e sulle percezioni olfattive. La performance ha una durata di circa 20 minuti per partecipante; ogni appuntamento si sviluppa nell’arco di tre ore, con accessi scaglionati che consentono la partecipazione di 36 persone per evento. Al termine del percorso è previsto un momento conviviale con aperitivo accompagnato dai vini della Cantina Scacciadiavoli.
I primi due appuntamenti si terranno venerdì 13 marzo a Palazzo Trinci a Foligno e domenica 15 marzo al Museo Tattile Statale Omero di Ancona; il calendario proseguirà poi con altre tappe, attualmente in fase di definizione. Scacciadiavoli è un'azienda vitivinicola umbra con una storia secolare, certificati biologici a partire dalla vendemmia 2026. Fu fondata nel 1881 dal Principe di Piombino, Ugo Boncompagni Ludovisi, e dal 1954 la famiglia Pambuffetti di Foligno successe nella proprietà e nella gestione, oggi affidata ai fratelli Amilcare e Carlo Pambuffetti, dalla nuova generazione con Liù e Iacopo Pambuffetti (figli di Amilcare e Francesco rispettivamente) e dal consulente enologo Stefano Chioccioli.
L’azienda Scacciadiavoli si estende su una superficie di 130 ettari, di cui 40 dimorati a vigneto in aree a denominazione Montefalco (Montefalco DOC, Montefalco Sagrantino DOCG e Spoleto DOC), principalmente coltivati a Sagrantino, Sangiovese, Grechetto e Trebbiano Spoletino. La cantina Scacciadiavoli produce circa 350.000 bottiglie l’anno. Dal 2000, la tenuta è stata interamente ristrutturata conservando gli elementi architettonici originali, profondamente rinnovata dal punto di vista tecnologico e ammodernata nelle attrezzature. Il ricorso alla viticoltura di precisione le consente di applicare una gestione sito-specifica nel vigneto. Produce una vasta gamma di vini ma anche spumanti e una grappa a base di Sagrantino. Tra i rossi vi sono il Montefalco Sagrantino DOCG, il Montefalco Sagrantino Passito DOCG, il Montefalco Rosso DOC e l'Umbria Rosso IGT. Tra i bianchi, il Montefalco Bianco DOC e il Montefalco Grechetto DOC e 3 etichette di Trebbiano spoletino, spumante e vinificato in anfora. Da qualche anno l’azienda produce anche lo Spumante Brut Metodo Classico Bianco e Rosé da uve Sagrantino, oltre che la grappa di Sagrantino.
In questa sinergia tra performance e viticoltura, l'olfatto si riappropria del suo ruolo di narratore silenzioso ma potentissimo. Se nel calice il “naso” è la bussola che permette di decodificare l’anima del territorio e l'evoluzione del tempo, nel contesto del Nose Art Festival diventa il ponte tra l’oggettività del terroir e la soggettività del ricordo. Per Scacciadiavoli, dunque, il vino smette di essere solo un prodotto della terra per farsi “memoria liquida”: un’esperienza dove l'aroma non è che l'inizio di un viaggio introspettivo, capace di trasformare ogni sorso in una visione e ogni profumo in un’emozione indelebile.
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