FOLIGNO
Aprire spazi di ascolto e confronto con gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, offrendo strumenti concreti per riconoscere, prevenire e contrastare i fenomeni del bullismo e del cyberbullismo. È questo l’obiettivo del ciclo di incontri al via in alcune scuole di Foligno e Spello in collaborazione con la polizia di Stato promosso in sinergia dagli Uffici pastorali della Diocesi di Foligno: l’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro – con il progetto Cittadini del Mondo – e l’Ufficio della Caritas diocesana settore promozione umana, giovani e servizio civile. “Stop al bullismo e al cyberbullismo” è il titolo di questo percorso che inizierà oggi con il primo incontro, dalle 10 alle 12, presso l’Aula magna dell’Istituto Tecnico Tecnologico “L. Da Vinci”. Sarà un momento di dialogo diretto tra studenti e rappresentanti della Polizia di Stato, per approfondire non solo gli aspetti normativi, ma anche le conseguenze relazionali, psicologiche e sociali di comportamenti spesso sottovalutati. Porteranno il loro saluto agli studenti monsignor Luigi Filippucci, direttore dell’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro della Diocesi, Carmen Comisi, vicedirettore della Caritas diocesana, e Simona Lazzari, dirigente scolastica dell’Istituto ospitante. Il calendario proseguirà poi con altri tre appuntamenti: lunedì 2 marzo presso la scuola media Istituto Comprensivo “G. Ferraris” di Spello; mercoledì primo aprile alla Scuola media “G. Carducci” dell’Istituto Comprensivo Foligno 2 e martedì 14 aprile all’Istituto Tecnico Economico Turistico Aeronautico “F. Scarpellini”. Gli incontri si inseriscono nelle azioni del progetto “Lettera alla città, per il contrasto delle povertà educative” in collaborazione con la Cooperativa DENSA, realizzato con il sostegno del Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
“Contrastare il bullismo non significa soltanto reprimere comportamenti scorretti, ma promuovere una cultura della legalità e della corresponsabilità.” - spiegano dalla Diocesi - È un impegno che coinvolge scuola, famiglia, istituzioni e comunità ecclesiale. L’auspicio è che questi incontri possano accendere nei giovani una maggiore consapevolezza e renderli protagonisti di relazioni sane, inclusive e rispettose, capaci di costruire una città più giusta e solidale.
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