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San Valentino, il Pontificale in duomo. Monsignor Soddu: "La nostra città sappia seguire la via del bene e del dialogo"

Le parole del vescovo durante l’omelia e l’appello ai giovani della presidente dell’Azione Cattolica, Rita Pileri: “Superate la diffidenza con la conoscenza”

Antonella Lunetti

16 Febbraio 2026, 12:35

San Valentino, il Pontificale in duomo. Monsignor Soddu: "La nostra città sappia seguire la via del bene e del dialogo"

Se a una persona o a un qualsiasi essere vivente viene somministrato del veleno, questi si ammala e inesorabilmente è destinato a perire. Occorre invece cercare la via del bene. Per questo, Valentino va accolto nella vita di ciascuno, nelle famiglie, nei gruppi, nelle scuole, nei posti di lavoro o di svago come il lievito buono e fecondo per la crescita integrale della persona. E’ un esempio per tutti, ma soprattutto per i giovani”.

Le parole del vescovo della diocesi di Terni, Narni e Amelia, monsignor Francesco Antonio Soddu, sono risuonate attualissime nel contesto locale e non solo. Una omelia per il Pontificale di San Valentino che è stata l’occasione consueta per rivolgersi alla città e invitare al dialogo, alla ricerca del bene comune, della ricchezza interiore. Un messaggio partito dal vescovo e al quale ha fatto eco quello della presidente dell’Azione Cattolica diocesana Rita Pileri, che ha invitato i giovani ternani “a essere coraggiosi, a vivere pienamente la propria vita, anche quando è difficile, anche quando tutto nel mondo sembra gridare il contrario”. Rimarcando proprio sul principio per il quale “la diffidenza si supera con il dialogo e la conoscenza reciproca”.

La festa di San Valentino, spalmata sulle due giornate dello scorso fine settimana -aperta sabato, nel giorno della ricorrenza del santo, dal Pontificale presieduto in basilica dal vescovo emerito di Città di Castello, Domenico Cancian - si è così chiusa ieri con le celebrazioni tra una densa mattinata in cattedrale e per le vie della città, dove, al termine della messa, si è tenuta la processione per riportare le spoglie del patrono nella “casa” del quartiere di San Valentino. Una traslazione, quest’anno durata meno del solito: una ‘discesa’ in duomo avvenuta sabato sera e un rientro già per la fine della mattinata di ieri, con un pellegrinaggio a piedi dietro l’urna, al quale hanno preso parte come tradizione, oltre alle autorità e alla Chiesa ternana, i rappresentanti degli Ordini religiosi e i costumanti del corteo storico del 1600. Un corteo aperto dai cavalli, con gli stendardi, che è proceduto al suono del gruppo dei tamburini del Terziere Mezule della Corsa all’Anello di Narni e dalle note della banda musicale, che ha suonato inni e canti dedicati al patrono.

Alla cerimonia in cattedrale presieduta dal vescovo Soddu e concelebrata da monsignor Salvatore Ferdinandi, vicario generale della Diocesi, insieme a padre Josline Peediakkel parroco di San Valentino, ai i vicari foranei ed episcopali e al clero diocesano, hanno partecipato il prefetto Antonietta Orlando, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, Francesco Maria Ferranti, vicepresidente della Provincia di Terni, il Procuratore della Repubblica Antonio Laronga, la presidente del Consiglio Comunale Sara Francescangeli, oltre ad assessori e consiglieri della Regione, consiglieri del Comune di Terni, sindaci dei Comuni del comprensorio diocesano, autorità militari provinciali e regionali, cavalieri e dame dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, rappresentanti del mondo del lavoro e delle associazioni di categoria, della scuola, delle associazioni, gruppi giovanili e Scout e movimenti della Diocesi.

La parte musicale della celebrazione è stata curata dal Coro Diocesano diretto da don Sergio Rossini, da un gruppo strumentale del liceo musicale “Francesco Angeloni” e dagli studenti dell’Itt Allievi-Sangallo che hanno composto ed eseguito un canto dedicato al santo.

Valentino - ha spiegato il vescovo durante l’omelia - ha vissuto una vita buona perché ha nutrito la sua esistenza con il vangelo che è il bene sommo, il cibo sano per la vita sana. Tra le tante opportunità di una esistenza nociva e a buon mercato ha saputo scegliere e coltivare questo bene e non lo ha barattato con nient’altro. In un periodo, quello di Valentino, in cui l’odio per la fede portava al disprezzo stesso per la vita fino a inculcare il male in tutte le sue dimensioni facendolo passare per ottima cosa e utile per la crescita degli individui, egli si oppose risolutamente, testimoniando una ovvietà che anche oggi necessita d’esser presa in seria considerazione: se a una persona o a qualsiasi essere vivente viene somministrato del veleno, questi si ammala e inesorabilmente è destinato a perire. Soprattutto per i ragazzi e i giovani, Valentino porge la sua esperienza di vita affinché ogni suo tratto possa esser utilizzato come fondamento nella composizione intelligente dei vari tasselli e opportunità di crescita sulla via del bene. Di questo c’è tanto bisogno nella società di oggi! Valentino sia accolto perciò nella vita di ciascuno, nelle famiglie, nei gruppi, nelle scuole, nei posti di lavoro o di svago come il lievito buono e fecondo per la crescita integrale della persona”.

E quindi le parole di Rita Pileri, dell’Azione Cattolica: “San Valentino ricorda che la vita si può spendere per gli altri; che la vita si può donare per rendere questo mondo più giusto; che la pace è possibile, perché l’umanità non è solo disumana; che la compassion e la fratellanza non sono parole dimenticate, ma atteggiamenti ai quali ci si può educare; che la diffidenza si supera con il dialogo e la conoscenza reciproca”.

E in cattedrale - come tradizione - è stato pronunciato anche l’atto di affidamento della città al Santo Patrono. Ruolo toccato alla presidente del Consiglio Comunale Sara Francescangeli, in assenza del sindaco Stefano Bandecchi. Un atto, in segno di devozione e della disponibilità degli amministratori pubblici ad essere attenti ai bisogni della comunità e a promuovere con onestà e saggezza ciò che giova al bene comune.

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