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Cartelli al contrario: c'è la scuola? Via il limite di 30

Claudio Sampaolo

16 Febbraio 2026, 08:48

Cartelli al contrario: c'è la scuola? Via il limite di 30

Nel mondo a volte bizzarro, altre incomprensibile, della cartellonistica stradale un posto sul podio meritano tre segnali che precedono l’abitato di Montebello, da sempre considerato un piccolo borgo in uscita da Perugia, sulla Tuderte, ma che negli ultimi anni, è, stato promosso (o retrocesso?) a quartiere, come recitano i cartelli. Una esclusiva cittadina.

Scendendo, dunque, verso il quartiere suddetto, partendo dalla rotatoria della Pallotta, il limite di velocità è 50kmh, ma essendo la strada in discesa bisogna avere il piede molto leggero per essere sempre in regola e soprattutto sperare che nessuno ripristini gli autovelox arancioni (in gergo speed-check). I problemi, se così li vogliamo chiamare, arrivano quando, all’altezza del Don Guanella appare un bel segnale triangolare, che indica “pericolo” ed invita a non superare, nei successivi 800 metri, i 30kmh “per strada deformata”. Chissà quando lo hanno messo, perché nel frattempo sono state fatte alcune toppe, eliminate alcune radici dei pini che facevano ingobbire l’asfalto e ora si marcia decentemente. Ma 30 doveva essere e 30 ancora è.

La cosa assurda è che giusto dopo 800 metri, poco prima di entrare nell’abitato di Montebello, due cartelli in rapida successione danno proprio il senso della sciatteria: il primo (sempre triangolare, sempre pericolo) indica “attraversamento bambini”, dunque, ipotizziamo, occorre rallentare.

E invece no, perché qualche metro più avanti c’è l’eloquente segnale bianco col 30 barrato, cioè “fine 30kmh”. Il che si traduce con un pensiero stupendo: da adesso in poi si può tranquillamente premere sull’acceleratore, ancorché all’ingresso del paese, in piena curva. Ma questo è il meno. Montebello, l’antica Montecorneo (lì erano acquartierate le truppe alleate che liberarono Perugia nel 1944) ha una caratteristica ben precisa: le abitazioni, quasi tutte ville/villette o vecchie case coloniche ristrutturate, sono sparse per la campagna, mentre nei 200 metri di quello che potremmo considerare il centro del quartiere/borgo, sono concentrati tutti i servizi. A destra e sinistra di questo affollato corridoio. Per l’esattezza: il nuovo studentato (70 posti) appena inaugurato dove una volta c’era l’Hotel Tirrenus e poi scuole d’infanzia ed elementare, ufficio postale, negozio di ottica, studio medico, farmacia, bar, tabaccheria, supermercato (lì davanti per fortuna ci sono le strisce pedonali “assistite” da un dosso artificiale), centro estetico e toelettatura animali.

In quasi tutti i casi chi esce dai parcheggi finisce giocoforza in mezzo alla carreggiata, che è anche abbastanza stretta. Quei segnali sono lì da anni, senza che nessuno si sia mai posto il problema (e se lo ha fatto s’è grattato la testa e s’è girato dall'altra parte).

Domanda forse pleonastica: ma se dovesse mai verificarsi un incidente e, mettiamo, il colpevole andasse a 48kmh, quindi formalmente in regola col codice della strada, il danneggiato potrebbe chiedere i danni a chi s’è inventato questo mondo al contrario?

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