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Cancian: "San Valentino esempio per i giovani". Fede, storia e identità cittadina nelle solenni celebrazioni

L’omelia del vescovo emerito di Città di Castello e la benedizione della targa che ricorda il luogo del ritrovamento dei resti del santo

15 Febbraio 2026, 11:37

Cancian: "San Valentino esempio per i giovani". Fede, storia e identità cittadina nelle solenni celebrazioni

Una città in cammino, un popolo che si riconosce nella propria storia e nella propria fede: così Terni ha celebrato la solennità di San Valentino. La basilica era gremita per assistere alla celebrazione presieduta da monsignor Domenico Cancian, vescovo emerito di Città di Castello. La messa è stata concelebrata dal vescovo della diocesi, monsignore Francesco Antonio Soddu, dal vicario generale monsignore Salvatore Ferdinandi, dal parroco padre Josline Peediakkel, dai sacerdoti e dai padri carmelitani. La celebrazione è stata animata dal coro “Giulia” della basilica.

San Valentino fa parte dell’identità del popolo di questa chiesa sottolinea durante l'omelia monsignor Cancian - e della città nella forma più bella. Non celebriamo un eroe o un influencer, ma un santo, testimone di Cristo e di una umanità rinnovata. Valentino ha risposto alla sua vocazione come vescovo e come uomo, cultore della verità e dell’amore. La santità cristiana è grazia del Signore che trasforma la vita”. Il vescovo emerito ha ricordato la statura spirituale e culturale del patrono San Valentino: “Fu uomo colto, capace di affrontare dispute teologiche e filosofiche. La tradizione gli attribuisce prodigi e miracoli. Con la sua fede coraggiosa arrivò a convertire anche i non credenti, sfidando il potere del suo tempo. La fede vera si esprime con parole forti ma soprattutto con i fatti, fino al dono totale di sé”. Un passaggio significativo è stato dedicato ai giovani: “Valentino seppe convincere i giovani del suo tempo con la forza del ragionamento illuminato dalla fede. Fede e cultura non sono disgiunte. La fede porta un modo nuovo di vivere le relazioni e la società: un amore che è cura, responsabilità, fraternità e pace. Questa festa non sia folklore, ma occasione di cambiamento autentico”.

Ieri è stata anche inaugurata e benedetta la targa in marmo, posta ai piedi dell’ingresso della basilica, che ricorda il luogo dove 420 anni fa furono rinvenuti i resti mortali di San Valentino. Le celebrazioni proseguono stamani dalle 10.30 con il solenne Pontificale nella cattedrale, presieduto dal vescovo Soddu, alla presenza delle autorità civili e militari e dei rappresentanti delle istituzioni del territorio. Durante la liturgia verranno accese la lampada votiva e rinnovato l’atto di affidamento della città al Santo Patrono. Al termine, la processione accompagnerà l’urna del santo nel rientro alla Basilica di San Valentino, dove sul sagrato il vescovo impartirà la benedizione conclusiva, suggellando una giornata che unisce fede, storia e identità cittadina nel nome del santo dell’amore.

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