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Lugnano in Teverina

Taglio dei pini, il 18 la protesta: gli ambientalisti in difesa degli alberi all'ingresso del paese

Le associazioni verdi si uniscono e chiedono 20 giorni di tempo per indagini più approfondite

14 Febbraio 2026, 19:52

Taglio dei pini, il 18 la protesta: gli ambientalisti in difesa degli alberi all'ingresso del paese

Gli ambientalisti passano alla manifestazione. Il prossimo 18 febbraio saranno a Lugnano in Teverina per difendere i pini che decorano l'ingresso del borgo. L'amministrazione comunale li ha giudicati pericolanti, e ne ha disposto il taglio (garantendo comunque di sostituirli con altre piante).

Tra Comune e paladini dell'ambiente intanto è guerra di perizie. L'amministrazione si fa forza degli studi che ha commissionato. Le associazioni verdi ne contrappongono altri: “L'Organismo Nazionale Difesa Alberi (Onda) informa che in data 11 febbraio un agronomo incaricato da questo ente ha eseguito a sua volta perizie visuali - come quelle prodotte dall'agronomo incaricato dal Comune - sulle piante in questione (...) Il tecnico ha anticipato che non sembra sussistere pericolo imminente per nessuna alberatura, preso atto che solo una minima parte delle piante - a suo tempo potate da incompetenti - risultano sbilanciate e, dunque, potenzialmente rischiose”.

La polemica non si ferma qui. Al centro della querelle c'è l'albero caduto nei giorni scorsi, portato dal Comune di Lugnano ad esempio della pericolosità del luogo. Le associazioni verdi rispondono che quello caduto non è un pino, ma un olmo. “Fare un fritto misto delle specie e degli esemplari arborei che ne fanno parte - scrive l’Onda - è il primo sintomo di una sostanziale inadeguatezza a gestire il verde pubblico, che quasi sempre, se reca danno, è esattamente per non essere stato adeguatamente curato e seguito”.

Alle varie associazioni che stanno dando battaglia per i pini di Lugnano si è unita anche Legambiente di Amelia. Tutte le sigle ambientaliste unite chiedono venti giorni di tempo per approfondire le indagini. Si vuole che si passi da un'analisi visiva a una più approfondita, ad esempio con delle prove di trazione. Poi si vuole che si ascoltino alcuni esperti per la gestione delle radici che danneggiano la strada e per il successivo ripristino del manto stradale. Viene riportato a riguardo il punto di vista di un esperto, il dottor Giampietro Cantiani: “I disseccamenti, limitatamente alle necessità di rimuovere ramificazioni potenzialmente pericolose, possono essere facilmente risolti con mirate azioni di potatura mentre gli alberi che presentano fusti inclinati e chiome sbilanciate possono essere indagati attraverso specifiche analisi strumentali (prove di trazione statica e/o analisi dinamica) allo scopo di determinare il reale fattore di sicurezza degli esemplari e quindi l’eventuale necessità di ricorrere al loro abbattimento”.

A conti fatti, sostengono gli ambientalisti, potare, salvare il salvabile e rifare la strada, costerebbe meno che tagliare tutto e ripiantare.

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