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PERUGIA

Ponte San Giovanni si trasforma: cantiere Pinqua all'85%, nasce un quartiere verde e sociale. Tutti i dettagli

Consegna dei primi alloggi entro la primavera

Andrea Pescari

12 Febbraio 2026, 12:48

Ponte San Giovanni si trasforma: cantiere Pinqua all'85%, nasce un quartiere verde e sociale. Tutti i dettagli

Proseguono spediti i lavori del cantiere Pinqua, nell'area ex Palazzetti di Ponte San Giovanni. Se i dati di ottobre indicavano un avanzamento medio del 25% per i progetti, ad oggi i lavori hanno raggiunto - in anticipo - l’85%. Mercoledì 11 febbraio la giunta comunale di Perugia, insieme al presidente Santi e al direttore Napoletano di Ater Umbria, hanno fatto un sopralluogo per fare il punto sullo stato di avanzamento di uno degli interventi di rigenerazione urbana più rilevanti per la città. Presente anche il responsabile dei programmi Pinqua del Comune, Franco Marini.

Era il 21 marzo 2024 quando sono iniziate le demolizioni per la riqualificazione dell’area ex Palazzetti, la valorizzazione delle aree archeologiche dei Volumni e del Palazzone, la realizzazione di un impianto fotovoltaico nel vicino parcheggio Conad. Un progetto complesso, finanziato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nell’ambito del “Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare” (Pinqua). L’ente locale, nel promuovere il recupero dell’ex Palazzetti, ha proposto ad Ater di essere parte attiva nella operazione in qualità di soggetto attuatore.

L’intervento, che coinvolge quattro edifici e le relative aree di pertinenza, punta a trasformare un’area in stato di abbandono da anni in un nuovo polo urbano sostenibile, fondato sui principi della qualità dell’abitare, della sostenibilità ambientale, economica e sociale. Rispetto al progetto originario – che prevedeva circa 250 unità tra abitazioni e attività – si è scelto di ridurre drasticamente le volumetrie e il consumo di suolo. Oggi il nuovo complesso prevede 41 appartamenti ad alta qualità abitativa (34 alloggi più 6 in copertura e un modulo per spazi comuni), edilizia residenziale sociale a canone concordato, sette spazi commerciali, un asilo nido da 35-40 posti, un laboratorio didattico collegato al Parco archeologico dei Volumni, un “parco della musica” con spazi per l’associazionismo e oltre 5mila metri quadrati di piazza pubblica, mille metri quadrati di autorimesse interrate e più di 200 posti auto complessivi.

Particolare attenzione è stata riservata alla sostenibilità: edifici ad altissima efficienza energetica, sistemi di climatizzazione avanzati con recupero di calore, riscaldamento a pavimento per l’asilo, ampie logge vivibili per ogni appartamento, incremento significativo delle superfici verdi (oltre il 26% dell’area) e realizzazione di spazi aperti di relazione.

La conclusione dei lavori per i 41 alloggi e l’asilo è prevista entro marzo, mentre l’edificio destinato alla socialità sarà completato entro giugno. L’obiettivo è pubblicare il bando per gli alloggi a canone concordato entro metà marzo, per consentire l’assegnazione delle chiavi entro maggio.

Tutte le dichiarazioni

Vittoria Ferdinandi, sindaca di Perugia

“Oggi voglio esprimere parole di sincero ringraziamento alla struttura tecnica di Ater Umbria, al presidente, al direttore, alle imprese e alla direzione lavori. Il rigore nel rispetto dei tempi e degli obiettivi è fondamentale in progettualità di questa portata: significa salvaguardarne l’esistenza stessa e dimostrare attenzione concreta verso i bisogni della città. Questa non è soltanto un’operazione urbanistica. Non si tratta di mattoni, ma di comunità. Stiamo riscrivendo una pagina importante della storia di Perugia, sottraendo alla città un pezzo di passato difficile e restituendogli dignità, bellezza e futuro. Qui, dove c’era un simbolo di degrado all’ingresso della città, oggi nasce un nuovo quartiere che tiene insieme le grandi sfide del nostro tempo: efficientamento energetico, tutela dell’ambiente, spazi verdi e di socialità, edilizia residenziale sociale di alta qualità estetica e funzionale. Perché l’estetica è anche etica: la bellezza è un diritto, anche nell’edilizia pubblica. Questo intervento rappresenta una straordinaria opportunità per Ponte San Giovanni e per l’intera Perugia. È una storia di continuità amministrativa che siamo orgogliosi di accompagnare verso il compimento, consapevoli che dietro ogni scelta urbanistica c’è un’idea di città e di futuro”.

Federico Santi, presidente Ater Umbria

“Posso dire che oggi è una giornata molto positiva perché facciamo un sopralluogo in uno dei luoghi di recupero più importanti, in uno dei progetti più importanti che ci sono in Umbria. Sostanzialmente siamo passati da ‘Hotel Gomorra’ a, invece, una rivisitazione che permette di usufruire di spazi nuovi, che hanno anche un punto di vista diverso, abbattendo le cubature, con una visione di città completamente diversa. Possiamo fare un bando a canone concordato e soprattutto, anche in futuro, pensare di avere una struttura importante per iniziative culturali, quindi sinceramente questa è una bella storia e quelle che abbiamo cerchiamo di raccontarle”.

Andrea Napoletano, direttore generale Ater Umbria

“È un onore accogliere la sindaca e la giunta in un cantiere che rappresenta un investimento strategico per il territorio. Contiamo di concludere i lavori entro il 31 marzo: un risultato reso possibile dal lavoro serio e puntuale dell’impresa e dalla collaborazione istituzionale. Se a livello nazionale l’avanzamento medio dei progetti PINQuA si attestava al 25%, noi oggi siamo all’85%, circa venti punti percentuali sopra la media rispetto ai tempi programmati. È un dato che testimonia l’efficienza e la determinazione con cui è stato portato avanti l’intervento. L’obiettivo è pubblicare il bando per i 41 alloggi a canone concordato entro il 15 marzo, così da completare le procedure ad aprile e consentire la consegna delle chiavi entro maggio. Per l’asilo nido, struttura ad altissima efficienza energetica con impianti di ultima generazione, puntiamo all’attivazione entro settembre. L’edificio destinato alla socialità, che sarà completato entro giugno, rappresenta una sfida importante: sarà uno spazio da illuminare, animare e rendere vivo, un vero faro per il quartiere e per la città”.

L'identità del progetto

Il progetto, nato dal decreto interministeriale del 2021, si fonda su cinque pilastri: riqualificazione, rifunzionalizzazione, accessibilità, qualità ambientale e inclusione sociale – da cui il nome PSG5.

Particolarmente simbolica la scelta di collocare sulla sommità dell’edificio che si affaccia sulla superstrada le lettere dell’alfabeto etrusco: un richiamo all’Ipogeo dei Volumni e al patrimonio storico della città, in sostituzione della scritta che per anni ha rappresentato un’immagine di degrado all’ingresso di Perugia.

Un nuovo volto per Ponte San Giovanni, dunque, che unisce innovazione, memoria e qualità della vita, con termine complessivo dei lavori previsto nel 2026 per le ultime opere di completamento.

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